E il lavoro dov'è?

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda ciccio » gio giu 14, 2018 4:09 pm

qui dove sono metá della popolazione farebbe la fila per quel lavoro lí
approccio concreto e pragmatico, frutto di esperienze, anche pesanti, maturate sul campo in contrapposizione con l'attitudine salottiera di questi utenti, perfettamente in linea con tanto mondo internettiano fatto di presunti esperti da tastiera. (cit.)

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Gios
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Gios » gio giu 14, 2018 4:15 pm

alessandro ha scritto:Ma non solo. I due uomini si chiamare “padrone”, e agli immigrati ridotti praticamente in schiavitù avevano assegnato i nomi dei giorni della settimana, come il “Venerdì” di “Robinson Crusoe”, il romanzo del ‘700 di Daniel Defoe. Dalle indagini è emerso che i lavoratori si rivolgevano ai due uomini chiamandoli “padrone” e, questi, a loro volta li chiamavano con i nomi della settimana: “Giovedì” era il nome assegnato ad uno degli uomini sfruttati. Gli immigrati venivano prelevati da un capannone nelle campagne di Marsala, dove vivevano in pessime condizioni igienico sanitarie, o erano reclutati direttamente nei centri di accoglienza per migranti.


A dire il vero il rapporto tra Venerdì e Crusoe era anche abbastanza civile.

Un mio conoscente è andato in Sud Corea per lavoro, mi ha riferito che lì lavorano dodici ore al giorno (lorde, pausa pranzo di mezzora, poi due intervalli a metà mattina e metà pomerggio: non pagati), senza fine settimana, con due giorni di riposo al mese.
Pare abbiano anche buone paghe, come trovino la forza di spenderle non saprei.

Se fosse vero (magari mi prendeva per i fondelli, chi me l'ha detto) si spiegherebbe perché alle Olimpiadi non siano parsi come il popolo più brillante del mondo.
Nickognito ha scritto:Gios e' una brava persona.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda uglygeek » gio giu 14, 2018 4:29 pm

Gios ha scritto:Se fosse vero (magari mi prendeva per i fondelli, chi me l'ha detto) si spiegherebbe perché alle Olimpiadi non siano parsi come il popolo più brillante del mondo.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda alessandro » gio giu 14, 2018 4:34 pm

Io trovo tutto questo sconvolgente.
Migliaia di schiavi che da anni vengono sfruttati in italia.
Nei campi in intere gigantesche aree di territorio.
Alla luce del sole, sono campi e frutteti non scantinati nascosti.
Io un paio di anni fa ho preso una multa dopo un controllo dell’ispettorato del lavoro perché ho fatto venire al lavoro due ore prima il portiere di notte (in regola e ore pagate e registrate) per dare una mano al ristorante.
Tutti in regola e con retribuzioni sopra i 10 euro lordi, ferie tredicesima riposi rol etc.

Poi abbiamo intere regioni dove l’economia agricola e non solo si basa su schiavi, gente pagata 2-3 euro l’ora senza nessuna garanzia senza parlare di contributi tasse ferie etc.

Assurdo. Connivenza delle istituzioni.
E in maniera differente trovo sfruttamento anche quello delle aziende che sfruttano i ragazzi che consegnano i pasti. Anche lì non siamo lontani ai 2-4 euro l’ora e un imprenditore illuminato (che si sente spesso in tv e alla radio, accento romagnolo non di chi fosse) che diceva “ ma se pagassero di più non starebbero in piedi.

Ma che cazzo di discorso è?
Allora apri un bar e pago i camerieri 5 centesimi a vassoio porterò ai tavoli, se non c’è nessuno non di nulla se sei malato o vuoi fare riposo non ti do nulla, perché no? Che differenza c’è? E se mi dicono qualcosa “altrimenti non sta in piedi il bar.

Le consegne a domicilio sono sempre esistite e di solito sono fatte da dipendenti e il sovrapprezzo non copre le spese del trasporto ma aiuta il core business.

Ne esisterebbero di servizi redditizi se non ci fossero stipendi e contributi da pagare...
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda tennisfan82 » ven giu 15, 2018 11:02 am

Ti piace il doppio? Preferisco il threesome

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nasty » ven giu 15, 2018 11:32 am

tennisfan82 ha scritto:http://www.repubblica.it/economia/2018/06/15/news/neet_italia_record_negativo-199066519/


Il punto è che questi dati si attestano intorno al 50 % o più al sud Italia, in linea con i dati Europei medi, invece, al centro nord. :o E' una delle discrepanze maggiori che si possano riscontrare nei dati Istat sull'occupazione ( Eurostat prende i dati da Istat ed altri istituti nazionali ).

D'altra parte a colpo d'occhio, nei bar al sud la percentuale di giovani la mattina è molto più alta che al nord di Roma.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda alessandro » dom giu 17, 2018 9:43 am

Nasty ha scritto:
tennisfan82 ha scritto:http://www.repubblica.it/economia/2018/06/15/news/neet_italia_record_negativo-199066519/


Il punto è che questi dati si attestano intorno al 50 % o più al sud Italia, in linea con i dati Europei medi, invece, al centro nord. :o E' una delle discrepanze maggiori che si possano riscontrare nei dati Istat sull'occupazione ( Eurostat prende i dati da Istat ed altri istituti nazionali ).

D'altra parte a colpo d'occhio, nei bar al sud la percentuale di giovani la mattina è molto più alta che al nord di Roma.
la disoccupazione al sud credo sia accresciuta nelle statistiche dal lavoro nero.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda NNick87 » dom giu 17, 2018 11:07 am

Però il problema più grosso è il non studia. :D
djagermaister ha scritto:Dzumhur è il troll che controlla il ponte tra i challenger e gli Atp.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nickognito » dom giu 17, 2018 11:25 am

NNick87 ha scritto:Però il problema più grosso è il non studia. :D


non consideri lo studio nero

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nasty » dom giu 17, 2018 12:21 pm

Nickognito ha scritto:
NNick87 ha scritto:Però il problema più grosso è il non studia. :D


non consideri lo studio nero

:D :D :D
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda alessandro » lun giu 18, 2018 11:49 am

Quelli di foodora sono ridicoli.

Se è lavoro occasionale usi il lavoro a chiamata.
Basta registrare il lavoratore anche con un sms il giorno prima.

Lo paghi a ore e in modo decente come fanno tutte le aziende italiane.
Co.co.co. Dai, no. Sono lavoratori subordinati travisati da autonomi.
La cosa era in uso anche per i guidatori di furgoni.
Poi inquadrati come dipendenti perché questo erano.

Se paghi più di 3 euro netti il sistema non è redditizio? Vuol dire che non è un business sostenibile.

C’è ne sarebbero mille di progetti redditizi pagando I die dipendenti 3 euro senza garanzie.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nasty » lun giu 18, 2018 12:02 pm

La colpa è di continua a sostenere che sia il futuro, mortacci loro.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nickognito » lun giu 18, 2018 12:50 pm

la colpa e' di chi continua a permettere certi contratti.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nasty » lun giu 18, 2018 1:26 pm

Nickognito ha scritto:la colpa e' di chi continua a permettere certi contratti.


Appunto
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda uglygeek » lun giu 18, 2018 4:34 pm

Nasty ha scritto:
Nickognito ha scritto:la colpa e' di chi continua a permettere certi contratti.


Appunto

Oggettivamente, si e' opposto a Foodora piu' Di Maio di Renzi.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda paoolino » lun giu 18, 2018 6:47 pm

alessandro ha scritto:Se paghi più di 3 euro netti il sistema non è redditizio? Vuol dire che non è un business sostenibile.


Chiuderà e si tornerà alle consegne in nero.
"C’è gente che magari sa scrivere, scrive e pubblica sui forum quello che scrive, ma non sa assolutamente leggere..."
(paoolino parafrasando Sciascia)

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nickognito » lun giu 18, 2018 6:54 pm

uglygeek ha scritto:
Nasty ha scritto:
Nickognito ha scritto:la colpa e' di chi continua a permettere certi contratti.


Appunto

Oggettivamente, si e' opposto a Foodora piu' Di Maio di Renzi.


Bene, ma lo ha fatto perche' tutti, senza motivo , parlano di queste categorie e non di altre. Ma chi se ne frega di trattare con Foodora. Che chiuda, che stia aperto, ma chi se ne frega. Si tratta di impedire la validita' di certi contratti. Ma perche' bisogna sempre andare a categorie? E i riders a 3 euro no, ma tutti gli altri a 3 euro si', tanto la pubblcita' pro-governo e' stata fatta. Ed e' sempre stato fatto cosi', e i metalmeccanici x e gli altri y, e cosi' via.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda alessandro » lun giu 18, 2018 7:29 pm

paoolino ha scritto:
alessandro ha scritto:Se paghi più di 3 euro netti il sistema non è redditizio? Vuol dire che non è un business sostenibile.


Chiuderà e si tornerà alle consegne in nero.

Ma che discorso è?

Se pago i camerieri 3 euro l’ora mi fanno causa.
Posso dire: allora che lavorino in nero. Ma non ha senso.

Da noi le consegne le fanno i dipendenti delle pizzerie se non il pizzaiolo stesso.
O lo fa il panettiere o il salumiere.
Presumo siano in regola perche se si fa male qualcuno...

Il fatto è che se rispetti le regole, dal mio punto di vista, le consegne non possono rendere. È un servizio che va più o meno in pari e il guadagno sta nella fetta di mercato in più e sul margine che c’è sul prodotto stesso.

Questi prosperano perché non rispettano le regole sul lavoro ( colpa anche del legislatore) e aggirano le tasse con la scusa dell’app.

Alla fine sono fattorini e garzoni, i lavori più vecchi che ci siano.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda uglygeek » lun giu 18, 2018 7:32 pm

paoolino ha scritto:
alessandro ha scritto:Se paghi più di 3 euro netti il sistema non è redditizio? Vuol dire che non è un business sostenibile.


Chiuderà e si tornerà alle consegne in nero.

Ma in un paese normale le consegne in nero si potrebbero contrastare, essendo illegali. Prendi la pizzeria che fa consegne in nero, cominci a togliere le licenze e a far pagare multe e vedrai che imparano.
Non puo' passare l'idea che se per un'azienda e' conveniente far lavorare legalmente delle persone solo se lo stipendio e' a livelli cinesi senza pensione e contributi, i diritti sindacali a livelli cinesi e le condizioni di lavoro a livelli cinesi, altrimenti e' piu' conveniente gestire l'attivita' in modo illegale. Se c'e' una cosa che globalizzazione e new economy hanno insegnato e' che questo modello non e' sostenibile in paesi dove il costo della vita e' cosi' elevato.
Oltretutto se c'e' una cosa al mondo che non puo' essere delocalizzata sono proprio le consegne!!!.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda alessandro » lun giu 18, 2018 7:34 pm

Se un garzone lo paghi giusto, con contributi ferie riposi etc. ti costa 12 euro l’ora.
Ti fa una media di 4 consegne che puoi caricare 3 euro a consegna, vai pari ma vendi 15 pizze al posto di 4, ci ammortizzi i costi fissi e aumenti il margine.

Ma con solo la consegna non vale la pena.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda alessandro » lun giu 18, 2018 7:36 pm

uglygeek ha scritto:
paoolino ha scritto:
alessandro ha scritto:Se paghi più di 3 euro netti il sistema non è redditizio? Vuol dire che non è un business sostenibile.


Chiuderà e si tornerà alle consegne in nero.

Ma in un paese normale le consegne in nero si potrebbero contrastare, essendo illegali. Prendi la pizzeria che fa consegne in nero, cominci a togliere le licenze e a far pagare multe e vedrai che imparano.
Non puo' passare l'idea che se per un'azienda e' conveniente far lavorare legalmente delle persone solo se lo stipendio e' a livelli cinesi senza pensione e contributi, i diritti sindacali a livelli cinesi e le condizioni di lavoro a livelli cinesi, altrimenti e' piu' conveniente gestire l'attivita' in modo illegale. Se c'e' una cosa che globalizzazione e new economy hanno insegnato e' che questo modello non e' sostenibile in paesi dove il costo della vita e' cosi' elevato.
Oltretutto se c'e' una cosa al mondo che non puo' essere delocalizzata sono proprio le consegne!!!.


Perfetto. E per ora non puoi scaricare la pizza dallo smartphone.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nickognito » lun giu 18, 2018 7:36 pm

alessandro ha scritto:Se un garzone lo paghi giusto, con contributi ferie riposi etc. ti costa 12 euro l’ora.
Ti fa una media di 4 consegne che puoi caricare 3 euro a consegna, vai pari ma vendi 15 pizze al posto di 4, ci ammortizzi i costi fissi e aumenti il margine.

Ma con solo la consegna non vale la pena.


Tutto e' relativo, c'e' chi fa oltre 10 consegne l'ora.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda alessandro » lun giu 18, 2018 7:38 pm

Nickognito ha scritto:
alessandro ha scritto:Se un garzone lo paghi giusto, con contributi ferie riposi etc. ti costa 12 euro l’ora.
Ti fa una media di 4 consegne che puoi caricare 3 euro a consegna, vai pari ma vendi 15 pizze al posto di 4, ci ammortizzi i costi fissi e aumenti il margine.

Ma con solo la consegna non vale la pena.


Tutto e' relativo, c'e' chi fa oltre 10 consegne l'ora.

Ma ci sarà anche momenti di stasi dove aspetti e non ci sono consegne da fare, soprattutto ad inizio e fine servizio.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nickognito » lun giu 18, 2018 7:43 pm

alessandro ha scritto:Ma ci sarà anche momenti di stasi dove aspetti e non ci sono consegne da fare, soprattutto ad inizio e fine servizio.


No, se fai un servizio che consegna solo pranzi nelle ore di punta e zone di punta, no, ne fai anche piu' di 10. Inoltre puoi abbinare le cose, lo stesso galoppino puo' portare i pranzi all'ora di pranzo e pacchetti vari dopo e prima. (entrambe le cose succedono qua, per dire, per una compagnia).

Ma, comunque, basta che seguano le leggi, se a loro conviene o no ci penseranno loro.

Io non so gli stipendi di qua, ma non capisco perche' tante persone fanno consegne a domicilio di cibo, cene, supermercati e altro, quando e' molto facile avere un contratto regolare a tempo indeterminato senza disoccupazione.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda alessandro » lun giu 18, 2018 7:47 pm

Il presidente di foodora Italia parlava di 4 consegne all’ora.

Ma se rispettano stipendi e regole come tutti gli altri pagando tasse etc.
Va benissimo.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nickognito » lun giu 18, 2018 8:03 pm

Comunque se fanno 4 consegne l'ora con i soldi che da' Foodora a consegna, lavorando 40 ore la settimana si fanno oltre 1800 euro netti al mese, non ho capito il problema :) Se poi fanno meno di 2 consegne l'ora, beh, se non altro si riposano.

Mi sfuggono i termini della questione.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nickognito » lun giu 18, 2018 8:10 pm

Insomma, se senti dire 'eh, prendo 3 euro a consegna e faccio 200 euro al mese', il problema forse non sono i soldi, ma che fai due consegne al giorno, presumibilmente mettendoci tanto tempo. Che se ci vuole poco per 200 extra al mese 2 consegne al giorno le vado a fare io :)

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda alessandro » lun giu 18, 2018 8:56 pm

«Sono modelli di business che mettono al centro il cliente e l’efficienza - dice -Ma ragionando così si considera il lavoro merce e si distrugge il mercato». Tiraboschi è consapevole che si sta assistendo a «un cambio di paradigma» rispetto al passato, dove si definiscono «forme di lavoro sui generis» per favorire la crescita di piattaforme nate e sviluppate sul Web. Ed è anche vero che il lavoro prestato alle aziende della gig economy è volontario, nonostante le retribuzioni sotto ai 10 o i 5 euro lordi che si possono incassare. «Così però - avverte Tiraboschi - si vanno a schiacciare le aziende che “rispettano” le tariffe imposte, ad esempio, dai contratti nazionali. Ci dovrebbe essere più spazio per le contrattazioni». E i sindacati cosa dicono? Maurizio Diamante, coordinatore nazionale Fit-Cisl per autotrasporto merci e logistica, spiega che l’ambizione sarebbe di «normalizzare rapporti strani» in una contrattazione condivisa. «Vorremmo rendere i riders dei dipendenti - precisa Diamante - Ma non sarà facile, non ci sono aziende con cui parlare». Potere dell’impalpabilità del Web.

La gig economy funziona (se costa poco)
Oltre alla sfera dei diritti, infatti, la regolamentazione delle piattaforme online della gig economy può determinare la sopravvivenza stessa dei suoi modelli di maggior successo. La stessa Deliveroo genera un margine lordo di appena lo 0,7% sui ricavi prodotti, pur tenendo le retribuzioni dei suoi fattorini ai livelli indicati sopra. Un aumento del costo del lavoro, secondo le analisi emerse finora, incrinerebbe la sostenibilità del business e la possibilità di crescita dopo la fase di consolidamento: non è facile garantire le stesse performance quando le entrate si devono bilanciare con le spese di un organico distribuito su più paesi. Una preoccupazione condivisa con le stesse Uber, Foodora e le altre piattaforme, rette su quella che le aziende definiscono la «necessaria flessibilità» del lavoro: la possibilità di assegnare trasporti e consegne a un bacino indifferenziato di utenti-collaboratori, sostituibili nell’arco di poche frazioni di secondo. In fondo si tratta solo di capire chi risponderà al prossimo push, la prossima notifica.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nasty » lun giu 18, 2018 9:57 pm

Nickognito ha scritto:Comunque se fanno 4 consegne l'ora con i soldi che da' Foodora a consegna, lavorando 40 ore la settimana si fanno oltre 1800 euro netti al mese, non ho capito il problema :) Se poi fanno meno di 2 consegne l'ora, beh, se non altro si riposano.

Mi sfuggono i termini della questione.



Come 1800 euro netti al mese?
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nickognito » lun giu 18, 2018 9:59 pm

Nasty ha scritto:
Nickognito ha scritto:Comunque se fanno 4 consegne l'ora con i soldi che da' Foodora a consegna, lavorando 40 ore la settimana si fanno oltre 1800 euro netti al mese, non ho capito il problema :) Se poi fanno meno di 2 consegne l'ora, beh, se non altro si riposano.

Mi sfuggono i termini della questione.



Come 1800 euro netti al mese?


3 euro a consegna, 12 euro l'ora, 96 al giorno, più di 1600 vengono

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nasty » lun giu 18, 2018 10:02 pm

Nickognito ha scritto:
Nasty ha scritto:
Nickognito ha scritto:Comunque se fanno 4 consegne l'ora con i soldi che da' Foodora a consegna, lavorando 40 ore la settimana si fanno oltre 1800 euro netti al mese, non ho capito il problema :) Se poi fanno meno di 2 consegne l'ora, beh, se non altro si riposano.

Mi sfuggono i termini della questione.



Come 1800 euro netti al mese?


3 euro a consegna, 12 euro l'ora, 96 al giorno, più di 1600 vengono



12 euro l'ora, lavorando 40 ore a settimana... come ci arrivi a 1600 euro scusa? Mi sono perso qualcosa, o sono molto stanco.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda PINDARO » lun giu 18, 2018 10:07 pm

Nasty ha scritto:
Nickognito ha scritto:
Nasty ha scritto:

Come 1800 euro netti al mese?


3 euro a consegna, 12 euro l'ora, 96 al giorno, più di 1600 vengono



12 euro l'ora, lavorando 40 ore a settimana... come ci arrivi a 1600 euro scusa? Mi sono perso qualcosa, o sono molto stanco.


12 x 40 x 4 settimane ( avanzano anche un paio di giorni): fanno più di 2000 euro al mese.
Sei stanchissimo, non stanco.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nasty » lun giu 18, 2018 10:09 pm

Viene 1600 netti diciamo allora, anche se campi un copertone a settimana, lavoranddo a tempo pieno! :o

3 euro netti a consegna prendono?

Quindi è proprio a cottimo ora, e si allenano pagati. In teoria non sarebbe sfruttamento, però non c'è contratto in pratica.
Ultima modifica di Nasty il lun giu 18, 2018 10:10 pm, modificato 1 volta in totale.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda PINDARO » lun giu 18, 2018 10:10 pm

Nasty ha scritto: Ok, ottimo. :D

Cottimo più che altro.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nasty » lun giu 18, 2018 10:12 pm

Soffri un po' per l'inquinamento della città, probabilmente quello è abbastanza pesante, fa perdere tutti i benefici del lavorare in bicicletta.

Per tacere della sicura mancanza di assicurazione.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda alessandro » lun giu 18, 2018 10:27 pm

Bisogna vedere in pratica quante consegne riesci a fare.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda alessandro » lun giu 18, 2018 10:36 pm

La bicicletta apparteneva ai genitori della sua fidanzata. Non è una mountain-bike, non ha le marce, ma due led che sostituiscono l’uso della dinamo per rendere meno faticosa la pedalata. S’illuminano a intermittenza. Come lo smartphone nella tasca dello smanicato indossato dal rider. E’ un Iphone 4S con lo schermo crepato che bisogna controllare a ripetizione. Sembra un tic nervoso. Ma non è così. Quando il cervellone elettronico di Foodora che regola l’app «Hurier» ti sceglie per una consegna in base alla velocità media e posizione, ti invia un messaggio con i particolari dell’ordinazione. Ma senza far suonare il cellulare. Il rischio? Non accorgersene. E non rispettando i tempi della consegna previsti.



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Dopo il loro sciopero di sabato a Torino, prima protesta del mondo lavorativo che ruota attorno alle app, abbiamo pedalato per una sera con uno dei 200 fattorini di Foodora in stato di agitazione. Si parte da piazza Vittorio dove alle 20,30 la gente entra nei ristoranti. Il rider, galoppino 2.0 – che chiede l’anonimato per evitare ripercussioni, ha comunicato la sua disponibilità una settimana prima, ma solo venerdì ha ricevuto la comunicazione del turno. Due ore a pedalare più forte che si può, in tutto 9 chilometri seguendo Google-map, tre consegne e un incasso netto di 8,1 euro. Meno di un euro al chilometro. Col vecchio contratto, cancellato dall’azienda di food delivery che punta sulla retribuzione a consegna di 2,70, avrebbe intascato 10,08 euro. Quasi un terzo in più. Stessa fatica.

«Ho deciso di protestare quando ho letto che il manager considera il nostro “un lavoro da tempo libero”. Chi è che lavora per divertimento?», racconta il fattorino. Ha 30 anni, sta finendo il dottorato, ha lavorato nei call-center. Perché hai scelto di pedalare per Foodora? «Studio. Posso lavorare una decina di ore la settimana. Con loro posso farlo in base alle mie richieste. Non sono sfruttatori. E sono il futuro».

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Passano 15 minuti: il cellulare si illumina. E’ arrivata una consegna. L’ordine è una pizza da prendere in un locale della piazza e portare in via Mazzini, pieno centro: sono pochi minuti. «Siamo fortunati», borbotta. Ritiro in pizzeria fissato alle 20,50. Arriviamo qualche minuto prima. Ritirata, corriamo al traguardo segnato sul cellulare. Suoniamo al citofono: «Foodora». Ci apre un ragazzo. Sorride. Lo scontrino è di 10 euro e ci saluta. Ordinazione conclusa con successo. Schiacciamo «ok» sull’app. E torniamo in piazza Vittorio. Sono le 20,55.

Ritornati sulla panchina di partenza. Il cellulare non si illumina. «Il mio obiettivo è guadagnare 200 euro. Convivo con la mia ragazza, ho una borsa di studio. Non ho l’auto, vado in vacanza dai nonni e non mangio spesso fuori». «Dicono che bisogna attendere qualche giorno», dice. Un’altra occhiata al cellulare. Niente. Cresce il nervosismo. Alle 21, 20, ecco finalmente un nuovo ordine. Qualcuno vuole un hamburger, locale e luogo di consegna non sono distanti, il tempo di consegna stimato dall’app è di 20 minuti. Ma dopo neanche 15 minuti abbiamo già finito. Si torna al via, ancora piazza Vittorio, si rifiata e si torna a guardare il telefono.

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L’app misura anche la velocità del rider. Si aggira intorno ai 10 km orari. «Il segreto è conoscere le strade, non correre». I tuoi genitori cosa dicono? «Sono preoccupati. Vorrebbero che lavorassi nel campo dei miei studi. Mia mamma faceva la postina consegnava le lettere in bicicletta». Come i fattorini rosa di Foodora. «Ma con tredicesima, mutua, vacanze. Se potessi firmerei subito per le Poste. E farei un figlio».

Alle 21,30, nuova ordinazione. Due pizze. Stavolta ci sono 4 chilometri da macinare. Consegna prevista alle 22,40. Arriviamo pochi minuti prima. Ma siamo passati quattro volte col rosso, e rischiato due volte di essere investiti. Fino alle 22,30 il cellulare non si illumina più. I clienti pagano un surplus per la consegna di 2,90. L’azienda ha intascato circa il 30% degli scontrini. Quasi 15 euro. Noi, quasi la metà, 7 euro.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nickognito » mar giu 19, 2018 7:14 am

alessandro ha scritto:Bisogna vedere in pratica quante consegne riesci a fare.


si, ho capito, pero' non ho capito che vogliano i rider.

Se fanno 4 consegne l'ora, prendono uno stipendio altissimo.Se ne fanno 3 l'ora, prendono comunque un buono stipendio. Se ne fanno 1 o 2 l'ora, e' evidente a tutti che diventa un lavoro inutile. Se io compro il pranzo in ufficio e penso che un tizio dovrebbe essere pagato, per consegnarmelo, la meta' di quanto io prendo in un'ora, beh, e' evidente che la cosa non puo' tornare. Devi pagare anche il cibo, chi lo prepara...

Insomma, io capisco che il rider voglia lavorare per qualcuno ben organizzato che fa in modo di avere molte richieste in zone vicine fra di loro. Ad esempio quel servizio di Praga di cui parlavo (non passi dal ristorante, tieni il piatto caldo con te che tanto tutti te lo chiedono vicino a dove sei). Ma non capisco ne' il chiedere piu' soldi ne' piu' diritti (se l'azienda ti assume come dipendente perde ancora piu' soldi, e in piu' come rider a me potrebbe proprio convenire consegnare per altri, nel frattempo).

Inoltre leggo che in Australia, per dire, dove pure Foodora ha avuto problemi sindacali, a consegna ti pagano molto di piu'. Chissa' in altri paesi....

Pero' poi leggi i titoli: 'lavoro e mi faccio il mazzo per Foodora a 200 euro al mese". Quando il titolo potrebbe essere: 'consegno due pizze al giorno, ma voglio lo stipendio come il tuo' :)

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda alessandro » mar giu 19, 2018 8:38 am

Nell’esempio qui il rider ha preso 7 euro in 2 ore senza alcuna garanzia.
Ma il discorso è un’altro.
Io posso pagare un cameriere 10 centesimi a vassoio consegnato? E ritenerlo co co co o partita iva?
Senza ferie e tutto il resto? No.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda PINDARO » mar giu 19, 2018 8:56 am

Nickognito ha scritto:
Pero' poi leggi i titoli: 'lavoro e mi faccio il mazzo per Foodora a 200 euro al mese". Quando il titolo potrebbe essere: 'consegno due pizze al giorno, ma voglio lo stipendio come il tuo' :)

Il problema è anche questo.
Oramai c'è chi non ha più idea di cosa voglia dire lavorare.
Chiunque si sente sfruttato, chiunque vorrebbe uno stipendio medio/alto standosene con le mani conserte, con pause di sette ore su otto di lavoro, chiunque parla a caso di "farsi il mazzo" senza avere un minimo di senso della vergogna. Chi è davvero sfrutttato e sottopagato non ha voce in capitolo. L'hanno invece quelli che "mi fanno sollevare i pacchi, sono dei nazisti" e lavora per Amazon per 1300 euro al mese, con ferie, tredicesima, malattia e tutti i crismi di un lavoro perfettamente in regola e retribuzione dignitosa.
Se uno non è in grado di sollevare un pacco o di consegnarne due all'ora perchè lo considera struffamento, allora non merita di lavorare.
E non merita nemmeno che lo stato lo aiuti.


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