E il lavoro dov'è?

Dibattito sulla vita sociale e sui problemi politici.

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balbysauro
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E il lavoro dov'è?

Messaggioda balbysauro » lun nov 01, 2010 5:05 pm

Col lavoro che faccio (mi occupo della gestione di una catena di negozi di calzature ed abbigliamento) mi capita spesso di ricevere curricula di ragazze e ragazzi in cerca di lavoro, quasi sempre lasciati in negozio e fattimi avere in ufficio.
Beh, è un po' di tempo che ne ricevo tanti da brillanti ragazze laureate, spesso a pieni voti, che chiedono di poter fare la commessa.

A parte il fatto che queste candidature non possono essere prese in considerazione (paradossalmente sono troppo qualificate e nella nostra ottica una ragazza che viene a lavorare da noi, ma che sappiamo che se ne andrà appena troverà di meglio, è un investimento di tempo e denaro sbagliato), e sapendo che non sto mica scoprendo l'acqua calda (ma una cosa è leggere i rapporti Istat sulla disoccupazione e una cosa è dare un volto a questi ragazzi/e in cerca di impiego), che ne pensate?

Anche se le minchiate di mr. Bunga Bunga sono un flagello perchè distolgono il governo dai veri problemi dell'Italia, smettiamo di farci imporre, anche nel nostro piccolo, i temi a lui cari per parlare di cose serie?

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Star_ACE
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Star_ACE » lun nov 01, 2010 5:18 pm

balbysauro ha scritto:Beh, è un po' di tempo che ne ricevo tanti da brillanti ragazze laureate, spesso a pieni voti, che chiedono di poter fare la commessa.

A parte il fatto che queste candidature non possono essere prese in considerazione (paradossalmente sono troppo qualificate e nella nostra ottica una ragazza che viene a lavorare da noi, ma che sappiamo che se ne andrà appena troverà di meglio, è un investimento di tempo e denaro sbagliato), e sapendo che non sto mica scoprendo l'acqua calda (ma una cosa è leggere i rapporti Istat sulla disoccupazione e una cosa è dare un volto a questi ragazzi/e in cerca di impiego), che ne pensate?


Se le lauree in questione sono scienze della comunicazione, scienza dell'educazione, scienze della formazione eccetera eccetera, assumi tranquillo che più di un posto da commessa, nell'Italia di oggi, non possono pretendere. Con tutto il rispetto per eventuali utenti che studiano o hanno studiato nelle suddette facoltà, sia chiaro.
Ultima modifica di Star_ACE il lun nov 01, 2010 5:19 pm, modificato 2 volte in totale.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nickognito » lun nov 01, 2010 5:18 pm

domattina mi licenzio da un contratto a tempo indeterminato, per motivi ideologici di medio valore :)
Avevamo studiato per l'aldilà un fischio,un segno di riconoscimento. Mi provo a modularlo nella speranza che tutti siamo morti senza saperlo.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda alessandro » lun nov 01, 2010 5:20 pm

Nick, spediscimi il curriculum, niente alloggio e se rompi i c... di butto fuori. :wink:

anche nel mio piccolo, oltre alle solite domande di neodiplomati o gente che chiede un lavoro al ricevimento, quest'anno per la prima volta, ho visto italiani,anche del posto, presentarsi per fare i lavapiatti. anceh quarantenni rimasti disoccupati per la chiusura o ridimensionamento di varie attivita' industriali.

hai ragione ceh il problema dell'italia non e' il bunga bunga, ma la prima urgenza di questo governo, la prima legge approvata all acamera e' stato il lodo alfano. per dire, seguito dalle proposte di legge sulle intercettazioni, processi brevi e cosi' via.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nickognito » lun nov 01, 2010 5:40 pm

ok, ti chiedero' un lavoro dove mi puoi pagare solo con vitto e consultazione di libri tennistici. :)
Avevamo studiato per l'aldilà un fischio,un segno di riconoscimento. Mi provo a modularlo nella speranza che tutti siamo morti senza saperlo.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda rob » lun nov 01, 2010 6:45 pm

Dalla pagina di Torino de La Stampa di oggi...

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/ ... tp/373335/


Raddoppiano i disoccupati
sotto i ventiquattro anni

Contratti sempre più brevi: «Una generazione bruciata dalla crisi»

Marina Cassi

Torino

Silenziosi come fantasmi si disperdono in un mercato del lavoro ostile. I giovani torinesi pagano un alto prezzo alla crisi tanto che l’assessore provinciale Carlo Chiama parla di «una generazione che si sta bruciando». E neppure la precarietà ha protetto i ragazzi nella recessione. Tra i 15 e i 24 anni il tasso di disoccupazione era del 31,1 per cento nel 2009 contro il 18,5 del 2008; va un poco meglio tra i 20 e i 29 anni con un tasso comunque alto: il 17% salito di ben sette punti rispetto al pre crisi.

Uno studio della Provincia, che gestisce i Centri per l’Impiego, evidenzia una situazione pesantemente negativa: i giovani tra i 20 e i 29 anni hanno risentito più della media del generalizzato calo degli avviamenti. Per loro un contratto a tempo indeterminato resta un sogno, mentre si schiudono contratti a tempo e di durata inferiore a quelli degli adulti precari. E nella crisi sono crollati gli avviamenti al lavoro con contratto di apprendistato, quelli che erano stati inventati proprio per convincere le imprese a aprire le porte ai giovani e che nella stragrande maggioranza dei casi portavano a una assunzione stabile. Tra il primo semestre 2008 e il primo semestre di quest’anno le assunzioni dei ragazzi sono passate dal 32,8% del totale al 30,7. Erano 73 mila nel 2008, su 223 mila «avviamenti» complessivi, sono scesi a 53 mila su 174 mila. Ma il vero nodo non è solo la diminuzione di lavoro - che ha duramente coinvolto tutti o quasi -, è il tipo di lavoro. I giovani sono il 30% degli avviati, ma solo il 20 per cento di quelli che finiscono in un contratto a tempo indeterminato, il tanto vituperato posto fisso che rimane però una aspirazione diffusa. Su 21 mila assunzioni totali a tempo indeterminato solo 4 mila sono di giovani.

I giovani stanno nella media, invece, per i contratti a tempo. Ma la durata per loro è inferiore: si passa da una media di 125 giorni per gli adulti a 122 per i giovani, però a fine 2009 la differenza era arrivata addirittura tra 141 e 125.

C’è un unico tipo di contratto che si sta riprendendo, quello interinale. Alla forte contrazione degli avviamenti nel primo periodo della crisi con una riduzione del 38% (da 46.213 del primo semestre 2008 a 28.673 del primo semestre 2009), è seguito un recupero: nel primo semestre del 2010 gli avviamenti sono stati in totale 39.026 (+36%). Ma chi ha tra i 20 e i 29 anni non ne ha beneficiato, anzi: l’incidenza relativa è infatti passata dal 42,3% del primo semestre 2008 al 40,5 del primo semestre 2009 per attestarsi al 37,5% del primo semestre 2010.

Anche i dati relativi alle durate medie dei contratti mostrano un andamento sfavorevole nella fascia di età 20-29 anni. Se nel primo semestre del 2008 la durata media era favorevole ai giovani (36,5 giorni contro 35,3 giorni della media), nel primo semestre del 2010 il rapporto si è invertito (27,3 giorni contro 30,2 giorni). Infine l’apprendistato: gli avviamenti sono crollati da 7600 ai 4700 attuali.

L’assessore Chiama non ha dubbi: «Quella dei giovani è la vera emergenza. Si potrebbe sintetizzare: hanno poco lavoro e hanno lavoro brutto. A differenza di 20-30 anni fa i ragazzi di oggi rimangono sempre deboli sul mercato del lavoro. I nostri Centri per l’impiego inseriscono giovani in aziende e controllano che gli stage siano reali e non solo modi per usare lavoratori gratis»: Aggiunge: «Però la situazione non si sblocca se non si arriva a veri e propri incentivi a chi assume stabilmente gli under 30. Non è accettabile che il destino di migliaia di giovani sia 3 mesi di lavoro, 6 a casa. Un’incertezza che devasta qualsiasi progetto di vita».


http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/ ... tp/373343/



"E' terribile svegliarsi
senza niente da fare"

Elisabetta Graziani

Torino

«La cosa più insopportabile è svegliarsi al mattino e sapere che anche quel giorno non si ha nulla da fare». Esordisce così Maria Carlone, 31 anni, precaria da quando ne aveva 24. Laureata in storia dell’Arte, in tempo e col massimo dei voti, quasi si pente di non esser mai andata fuori corso. Un obbligo più che una scelta: senza borsa di studio e con la sola pensione del padre, licenziato Viberti, non si sarebbe potuta permettere l’Università. «Ma a che serve laurearsi in soli 4 anni per restare a lungo senza lavoro?». Come molti coetanei ha peregrinato per le agenzie interinali, ha inviato centinaia di curricula via Internet, e nessuno l’ha mai chiamata. Stanca di barcamenarsi per 300 euro al mese tra prescuola, doposcuola e lezioni private, decide di specializzarsi. Nel 2004 vince la borsa di studio all’Università Cattolica per un corso di alta formazione nella valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici. Segue l’anno successivo un master al Politecnico di Torino, costo 3000 euro. Nel frattempo, la ricerca continua. «Mi sono trasformata in un detective del lavoro: ogni annuncio era mio, li cercavo ovunque, andavo di persona nei negozi», racconta con un sorriso amaro. «Naturalmente erano mestieri che non c’entravano nulla col mio titolo di studio - dice -, al massimo segretaria a termine. Il sogno di lavorare per un Museo o una Fondazione era tramontato da un pezzo» Ma oltre al danno, la beffa. Maria non può fare nemmeno la commessa perché ha titoli di studio troppo alti. Le umiliazioni lievitano in quanto donna: «Un giorno, il titolare interrompe il colloquio e mi chiede “Mica avrà intenzione di rimanere incinta?”».

Quando l’acqua tocca la gola, piove dal cielo il servizio civile, scappatoia fornita dallo Stato ai giovani disoccupati: un anno a 400 euro al mese nel Comune di Nichelino. Segue l’esperienza analoga dei Cantieri di lavoro, ma senza permessi né mutua. Arriva il 2008, anno nero: agenzie di lavoro-casa-agenzie di lavoro. La fortuna bussa alla porta di Maria soltanto a giugno di quest’anno, quando l’agenzia interinale le procura una sostituzione di maternità in una società di assicurazioni. «Per la prima volta, a 31 anni ho visto uno stipendio vero e ho versato i miei primi 5 mesi di contributi». Anche se il contratto scade a settimane, Maria è quasi felice. Spera soltanto in un contratto più o meno stabile. Il posto fisso è un altro sogno richiuso nel cassetto insieme all’illusione di poter decidere della propria vita».
"Ciao Roberto, ci vediamo in settimana".

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Gios » lun nov 01, 2010 10:05 pm

A Falcade c'erano due che non lavoravano, fino a qualche tempo fa. Uno faceva il ladro, e nel tempo libero, piuttosto consistente, allenava gli under 14 locali per il torneo di valle, a suon di bestemmie; aveva un libretto ingiallito (in copertina Cruijff) e degli esercizi che credo fossero calibrati coi metodi della Gioventù Hitleriana. Adesso però se ne è andato, a Belluno.
Poi il secondo è uno che si butta sotto le macchine (avrà letto Dostoevskij?) per prendere soldi, e quando qualcuno gli regala qualche lavoretto, va a casa e per la gioia batte la mamma e le sorelle, in numero di due.
A dire il vero ci sarebbe un terzo, ma adesso fa il becchino perché quello prima è morto per il troppo bere. Anche questo comunque è su quella strada, perché l'altro giorno l'ho visto che camminava col bastone, e mi è stato detto che è caduto in un fosso. "Ubriaco?" ho chiesto, "perché, si può cadere in un fosso da sobri?" mi è stato risposto, con una certa ragione.

Non ricordo di avere mai conosciuto qualcuno che non lavorava, in vita mia. Sarà il posto, non so. Quelli che hanno fatto le elementari con me, lavorano. Una fa la cassiera in cooperativa, uno è nella nazionale di sci di fondo, uno fa il cuoco in una ristorante, l'altro ha un rifugio, una disegna vestiti, la mia preferita fa il quadro in azienda, una in una fabbrica di scarpe, l'ultimo, oltre a me, ha una roba strana coi siti internet e il turismo a Canazei, l'ultima fa da poco la mamma. Anche alle medie è così, ma sono ventitré e sarebbe lunga. Lo stesso per il liceo. Per non parlare dell'università.

Oh, Balby, c'è anche il lavoro più bello del mondo, a Falcade, eh: "moglie di Gios", girami i curricula delle ragazze 24-26. Contratto a tempo largamente indeterminato; nessuna importanza titolo di studio; richiesta un minimo di conoscenza culinaria e del credo niceno, capacità di stiraggio; astenersi cessetti e radicali.
Nickognito ha scritto:Gios e' una brava persona.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Gios » lun nov 01, 2010 10:16 pm

Gios ha scritto:ma sono ventitré e sarebbe lunga, lo stesso per il liceo


Per amor di verità ho controllato su facebook, e confermo, con una eccezione: su quarantaquattro, l'unico che non lavora, è quello che è tornato in Calabria :D
Nickognito ha scritto:Gios e' una brava persona.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda uglygeek » lun nov 01, 2010 10:30 pm

Gios, sono contento che la disoccupazione non abbia raggiunto la tua citta'. Non conoscevo Falcade, ho scoperto che e' in Veneto quasi ai confini con il Trentino. Deve essere anche un posto splendido, cosi' vicino a Cortina e al parco nazionale delle Dolomiti.
Pero' temo che forse un posto cosi', cosi' austro-ungarico, non faccia testo... l'Italia purtroppo e' ben diversa.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda bogix » lun nov 01, 2010 10:37 pm

Ho parecchi amici che hanno appena finito l'università. Quasi tutti hanno trovato occupazione ma nessuno ha trovato un lavoro stabile. Praticamente solo ed esclusivamente stage, retribuiti quando va bene 800€. La situazione è decisamente poco incoraggiante, anche perchè tra questi ci sono persone veramente valide e preparate. Io finirò, penso, a Marzo 2012....speriamo qualcosa migliori, anche se non sono fiducioso.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda tuborovescio » lun nov 01, 2010 10:39 pm

uglygeek ha scritto:l'Italia purtroppo e' ben diversa.


Attento ugly, a Gios certe notizie vanno date con con cautela #100#

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda uglygeek » lun nov 01, 2010 10:43 pm

bogix ha scritto:Ho parecchi amici che hanno appena finito l'università. Quasi tutti hanno trovato occupazione ma nessuno ha trovato un lavoro stabile. Praticamente solo ed esclusivamente stage, retribuiti quando va bene 800€. La situazione è decisamente poco incoraggiante, anche perchè tra questi ci sono persone veramente valide e preparate. Io finirò, penso, a Marzo 2012....speriamo qualcosa migliori, anche se non sono fiducioso.

Perche' non segui i consigli di Berlusconi? http://www.youtube.com/watch?v=H641BoLX3zU Primo consiglio: emigrare. Se lo dice lui...

Intanto dopo domani anche Obama e' finito... e lui invece rimane li' dov'e'.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Ombra84 » lun nov 01, 2010 10:46 pm

Io non posso intervenire in questo topic :oops:
djagermaister ha scritto:Dzumhur è il troll che controlla il ponte tra i challenger e gli Atp.
.

dsdifr ha scritto:Nel primo set della messa lei dichiarerà di voler sposare Istomin, poi piano piano Andreas riguadagnerà' terreno fino al lieto fine.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda bogix » lun nov 01, 2010 11:21 pm

uglygeek ha scritto:
bogix ha scritto:Ho parecchi amici che hanno appena finito l'università. Quasi tutti hanno trovato occupazione ma nessuno ha trovato un lavoro stabile. Praticamente solo ed esclusivamente stage, retribuiti quando va bene 800€. La situazione è decisamente poco incoraggiante, anche perchè tra questi ci sono persone veramente valide e preparate. Io finirò, penso, a Marzo 2012....speriamo qualcosa migliori, anche se non sono fiducioso.

Perche' non segui i consigli di Berlusconi? http://www.youtube.com/watch?v=H641BoLX3zU Primo consiglio: emigrare. Se lo dice lui...

Intanto dopo domani anche Obama e' finito... e lui invece rimane li' dov'e'.


Non è che mi farei grossi problemi ad andare all'estero...già ho vissuto 10 mesi a Madrid, 6 a Buenos Aires e 2 a Londra, però attualmente non ne ho troppa voglia....mi piacerebbe non fosse una costrizione emigrare ma una scelta.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda balbysauro » mar nov 02, 2010 12:10 am

Ombra84 ha scritto:Io non posso intervenire in questo topic :oops:


perchè?

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda PINDARO » mar nov 02, 2010 12:12 am

balbysauro ha scritto:
Ombra84 ha scritto:Io non posso intervenire in questo topic :oops:


perchè?


avrà rubato il lavoro a qualche italiano

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Gios » mar nov 02, 2010 6:57 am

uglygeek ha scritto: l'Italia purtroppo e' ben diversa.


Sono homme du monde, e non mi piacciono le statistiche (non c'è mai scritto chi le commissiona, per chi, da dove vengono i dati e chi li elabora e se quelli che elaborano sono bravi, quali siano i campioni e via così. Affidarsi ad una statistica è un atto di fede non diverso a quello nella credenza di Gog e Magog). Così balby aveva chiesto educatamente che ne pensavamo, e l'unica era proporre quello di cui son sicuro: il tinello. ;)
Nickognito ha scritto:Gios e' una brava persona.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Ombra84 » mar nov 02, 2010 8:06 am

PINDARO ha scritto:
balbysauro ha scritto:
Ombra84 ha scritto:Io non posso intervenire in questo topic :oops:


perchè?


avrà rubato il lavoro a qualche italiano


Più o meno :lol:
Quest' anno dichiaro per due attività
djagermaister ha scritto:Dzumhur è il troll che controlla il ponte tra i challenger e gli Atp.
.

dsdifr ha scritto:Nel primo set della messa lei dichiarerà di voler sposare Istomin, poi piano piano Andreas riguadagnerà' terreno fino al lieto fine.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda BackhandWinner » mar nov 02, 2010 9:38 am

Gios ha scritto:
uglygeek ha scritto: l'Italia purtroppo e' ben diversa.


Sono homme du monde, e non mi piacciono le statistiche (non c'è mai scritto chi le commissiona, per chi, da dove vengono i dati e chi li elabora e se quelli che elaborano sono bravi, quali siano i campioni e via così. Affidarsi ad una statistica è un atto di fede non diverso a quello nella credenza di Gog e Magog). Così balby aveva chiesto educatamente che ne pensavamo, e l'unica era proporre quello di cui son sicuro: il tinello. ;)


:roll:

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda picard » mar nov 02, 2010 9:48 am

balbysauro ha scritto:Beh, è un po' di tempo che ne ricevo tanti da brillanti ragazze laureate, spesso a pieni voti, che chiedono di poter fare la commessa.

A parte il fatto che queste candidature non possono essere prese in considerazione (paradossalmente sono troppo qualificate e nella nostra ottica una ragazza che viene a lavorare da noi, ma che sappiamo che se ne andrà appena troverà di meglio, è un investimento di tempo e denaro sbagliato)

Che investimento? Mia moglie, appena laureata, ha fatto per un annetto la commessa, visto che non trovava altro. Le hanno detto: questa e' la cassa, questa e' la merce, saluti. Ha imparato nella quotidianita' con le altre ragazze, guadagnando poco, lavorando sabati e festivi vari...Mi chiedo che ci abbia rimesso il titolare.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nickognito » mar nov 02, 2010 9:53 am

picard ha scritto:
balbysauro ha scritto:Beh, è un po' di tempo che ne ricevo tanti da brillanti ragazze laureate, spesso a pieni voti, che chiedono di poter fare la commessa.

A parte il fatto che queste candidature non possono essere prese in considerazione (paradossalmente sono troppo qualificate e nella nostra ottica una ragazza che viene a lavorare da noi, ma che sappiamo che se ne andrà appena troverà di meglio, è un investimento di tempo e denaro sbagliato)

Che investimento? Mia moglie, appena laureata, ha fatto per un annetto la commessa, visto che non trovava altro. Le hanno detto: questa e' la cassa, questa e' la merce, saluti. Ha imparato nella quotidianita' con le altre ragazze, guadagnando poco, lavorando sabati e festivi vari...Mi chiedo che ci abbia rimesso il titolare.


d' accordo con picard
Avevamo studiato per l'aldilà un fischio,un segno di riconoscimento. Mi provo a modularlo nella speranza che tutti siamo morti senza saperlo.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda alessandro » mar nov 02, 2010 10:18 am

picard ha scritto:
balbysauro ha scritto:Beh, è un po' di tempo che ne ricevo tanti da brillanti ragazze laureate, spesso a pieni voti, che chiedono di poter fare la commessa.

A parte il fatto che queste candidature non possono essere prese in considerazione (paradossalmente sono troppo qualificate e nella nostra ottica una ragazza che viene a lavorare da noi, ma che sappiamo che se ne andrà appena troverà di meglio, è un investimento di tempo e denaro sbagliato)

Che investimento? Mia moglie, appena laureata, ha fatto per un annetto la commessa, visto che non trovava altro. Le hanno detto: questa e' la cassa, questa e' la merce, saluti. Ha imparato nella quotidianita' con le altre ragazze, guadagnando poco, lavorando sabati e festivi vari...Mi chiedo che ci abbia rimesso il titolare.


che dopo un annetto, tua moglie avra' trovato un lavoro piu' adatto a una laureata e al suo posto sara' arrivata un'altra ragazza che avra' dovuto partire da zero, sicuramente meno capace e efficace di una commessa con un anno di esperienza. (penso io).
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Gios » mar nov 02, 2010 10:25 am

Perdonate una roba, eh. Ma ci sono delle statistiche :D che dicono "se fai questa facoltà, facile che trovi lavoro anche se sei un mona, se fai quest'altra facoltà, lo trovi difficilmente anche se sei un giovanotto brillante". Uno a diciottanni si presume abbia imparato a leggere, o perlomeno si presume che qualcuno l'abbia fatto per lui. Posso capire che se uno ha la passione per l'arte trovi poco seducente fare ingegneria meccanica o il lattoniere (un lattoniere credo potrebbe diventare milionario, se avesse un minimo di buonsenso) o imparare l'arabo, tutte cose che non hanno bisogno di grandi talenti per essere fatte in maniera decente (altra cosa è diventare un grande progettista, un lattoniere principe, o un arabista di fama) tuttavia deve sapere che troverà più facilmente lavoro come ingegnere meccanico, lattoniere o come interprete per l'arabo, piuttosto che come consulente in un museo. Potrebbe magari fare l'una e l'altra cosa, tenendosi la prima come mestiere e la seconda come hobby, diventare un umanista e un magnifico stagnino che sa distinguere a colpo d'occhio un copia romana da un originale dell'Attica.
Nickognito ha scritto:Gios e' una brava persona.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda uglygeek » mar nov 02, 2010 10:58 am

Gios ha scritto:Perdonate una roba, eh. Ma ci sono delle statistiche :D che dicono "se fai questa facoltà, facile che trovi lavoro anche se sei un mona, se fai quest'altra facoltà, lo trovi difficilmente anche se sei un giovanotto brillante". Uno a diciottanni si presume abbia imparato a leggere, o perlomeno si presume che qualcuno l'abbia fatto per lui. Posso capire che se uno ha la passione per l'arte trovi poco seducente fare ingegneria meccanica o il lattoniere (un lattoniere credo potrebbe diventare milionario, se avesse un minimo di buonsenso) o imparare l'arabo, tutte cose che non hanno bisogno di grandi talenti per essere fatte in maniera decente (altra cosa è diventare un grande progettista, un lattoniere principe, o un arabista di fama) tuttavia deve sapere che troverà più facilmente lavoro come ingegnere meccanico, lattoniere o come interprete per l'arabo, piuttosto che come consulente in un museo. Potrebbe magari fare l'una e l'altra cosa, tenendosi la prima come mestiere e la seconda come hobby, diventare un umanista e un magnifico stagnino che sa distinguere a colpo d'occhio un copia romana da un originale dell'Attica.

Ti do' una notizia: in Italia non c'e' carenza di ingegneri. Se ci fosse, importeremmo ingegneri dalla Polonia o dalla Russia (dove le universita' sono anche migliori delle nostre), ma questo non succede. Alcuni tipi di ingegneria (informatica, elettronica) sono perfino inflazionati e chi si laurea finisce a fare siti web con contratti a progetto. Altri (meccanica, chimica) invece no, i pochi che escono trovano lavoro quasi subito e anzi potrebbero essercene un po' di piu', ma non tanti di piu', i numeri piu' o meno sono quelli. Per quanto riguarda i lavoratori qualificati, il mercato del lavoro italiano e' asfittico. Di conseguenza orientare in massa gli studi verso lauree che offrono piu' prospettive non e' una soluzione. Tra l'altro poi se manca l'interesse per la materia laurearsi non e' cosi' facile. Per quanto riguarda i lattonieri, con un'economia in crisi immagino che anche loro non andranno a ruba.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda BackhandWinner » mar nov 02, 2010 10:58 am

alessandro ha scritto:
picard ha scritto:
balbysauro ha scritto:Beh, è un po' di tempo che ne ricevo tanti da brillanti ragazze laureate, spesso a pieni voti, che chiedono di poter fare la commessa.

A parte il fatto che queste candidature non possono essere prese in considerazione (paradossalmente sono troppo qualificate e nella nostra ottica una ragazza che viene a lavorare da noi, ma che sappiamo che se ne andrà appena troverà di meglio, è un investimento di tempo e denaro sbagliato)

Che investimento? Mia moglie, appena laureata, ha fatto per un annetto la commessa, visto che non trovava altro. Le hanno detto: questa e' la cassa, questa e' la merce, saluti. Ha imparato nella quotidianita' con le altre ragazze, guadagnando poco, lavorando sabati e festivi vari...Mi chiedo che ci abbia rimesso il titolare.


che dopo un annetto, tua moglie avra' trovato un lavoro piu' adatto a una laureata e al suo posto sara' arrivata un'altra ragazza che avra' dovuto partire da zero, sicuramente meno capace e efficace di una commessa con un anno di esperienza. (penso io).


Eh. :)
Il che magari non è un motivo per rifiutare a priori una laureata...però di certo non ci si possono aspettare grandi ritorni dall'investimento in formazione quando si ha a che fare con qualcuno che (per ovvie ragioni) è facile se ne vada via presto.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda BackhandWinner » mar nov 02, 2010 11:02 am

Gios ha scritto:Perdonate una roba, eh. Ma ci sono delle statistiche :D che dicono "se fai questa facoltà, facile che trovi lavoro anche se sei un mona, se fai quest'altra facoltà, lo trovi difficilmente anche se sei un giovanotto brillante".


E dicono il Vero! :o

P.S.: ho dovuto googolare 'lattoniere', grazie Gios, imparata una cosa nuova. :D
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Gios » mar nov 02, 2010 11:20 am

uglygeek ha scritto:
Gios ha scritto:Perdonate una roba, eh. Ma ci sono delle statistiche :D che dicono "se fai questa facoltà, facile che trovi lavoro anche se sei un mona, se fai quest'altra facoltà, lo trovi difficilmente anche se sei un giovanotto brillante". Uno a diciottanni si presume abbia imparato a leggere, o perlomeno si presume che qualcuno l'abbia fatto per lui. Posso capire che se uno ha la passione per l'arte trovi poco seducente fare ingegneria meccanica o il lattoniere (un lattoniere credo potrebbe diventare milionario, se avesse un minimo di buonsenso) o imparare l'arabo, tutte cose che non hanno bisogno di grandi talenti per essere fatte in maniera decente (altra cosa è diventare un grande progettista, un lattoniere principe, o un arabista di fama) tuttavia deve sapere che troverà più facilmente lavoro come ingegnere meccanico, lattoniere o come interprete per l'arabo, piuttosto che come consulente in un museo. Potrebbe magari fare l'una e l'altra cosa, tenendosi la prima come mestiere e la seconda come hobby, diventare un umanista e un magnifico stagnino che sa distinguere a colpo d'occhio un copia romana da un originale dell'Attica.

Ti do' una notizia: in Italia non c'e' carenza di ingegneri. Se ci fosse, importeremmo ingegneri dalla Polonia o dalla Russia (dove le universita' sono anche migliori delle nostre), ma questo non succede. Alcuni tipi di ingegneria (informatica, elettronica) sono perfino inflazionati e chi si laurea finisce a fare siti web con contratti a progetto. Altri (meccanica, chimica) invece no, i pochi che escono trovano lavoro quasi subito e anzi potrebbero essercene un po' di piu', ma non tanti di piu', i numeri piu' o meno sono quelli. Per quanto riguarda i lavoratori qualificati, il mercato del lavoro italiano e' asfittico. Di conseguenza orientare in massa gli studi verso lauree che offrono piu' prospettive non e' una soluzione. Tra l'altro poi se manca l'interesse per la materia laurearsi non e' cosi' facile. Per quanto riguarda i lattonieri, con un'economia in crisi immagino che anche loro non andranno a ruba.


Mi pare di avere scritto non "ingegneria" ma "ingegneria meccanica", nonostante ciò ringrazio per avermi dato una notizia che non necessitavo ;)

Tendenzialmente, se uno ha un buco sul tetto o magari una grondaia intasata, chiama un lattoniere, e tendenzialmente i buchi sul tetto ci stanno e le grondaie, bontà loro, si intasano. I muri si scrostano: in un condominio molti gentiluomini si potrebbero anche proporre per imbiancare, ma bisogna far fattura, e bisogna chiamare una ditta: fate l'imbianchini. D'inverno c'è la neve: fate i maestri di sci o lavorate sugli impianti o aprite partita iva e sgomberate neve, e d'estate tagliate l'erba per il Comune o sistemate le cordonate che avete sfasciato. Molti noteranno come ci siano parecchi vecchi: date il via ad un'impresa di pompe funebri. Lazarillo da Tormes, pur essendo un manigoldo, si dava parecchio da fare nel cercar d'ingegnarsi. Quelli di Grom facevano l'enologo (Dio lo perdoni) e l'analista finanziario (Dio sia indulgente anche con lui), si son messi a far gelati perché avevano intuito che coi gelati si poteva fare bene; non è richiesta a tutti una intuizione di milioni di euro a tutti: ma quantomeno di conservare la dignità e di non proporre tedio e arroganza nel pretendere un lavoro degno di sé, sì.


Mi ritiro comunque inderogabilmente dall'argomento (non ne ho dimestichezza), che ritengo esaurito nel momento in cui BHW ha imparato cosa faccia il lattoniere :D
Nickognito ha scritto:Gios e' una brava persona.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Star_ACE » mar nov 02, 2010 12:38 pm

Qualcosa non torna.....

Immagine

Ci spieghi questo calo demografico? Non copulate abbastanza lì tra i monti oppure anche da voi i posti sono per pochi eletti e il resto ....


Gios ha scritto:, è quello che è tornato in Calabria :D
???

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Gios » mar nov 02, 2010 1:37 pm

Grazie per l'esempio, starace: perché il wikindagatore deduttivo (Watson, c'è una anomalia in questi dati sulla Lisbona del 1756: qui dice che la popolazione calò significativamente; probabilmente dobbiamo imputare questo alla politica filoinglese del marchese de Pombal, che creò malcontento tra la gente dei ceti più bassi :D) è il meritato corollario per coloro che credono fortemente nelle statistiche.

Per il resto, era un bambinello calabro che con me ha fatto le medie, col cui babbo e mamma è tornato in Calabria. E che, a quanto mi risulta, è l'unico disoccupato tra i miei coetanei che frequentavano la mia classe.
Nickognito ha scritto:Gios e' una brava persona.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Gios » mar nov 02, 2010 1:40 pm

Dato che è stato citato, ne approfitto per pubblicare l'andamento demografico di Pombal (Portogallo). Per l'interpretazione di questi numeri, star_ACE vi saprà dire di più. E' qualcosa sicuramente legato alla fìga, comunque (magari la tipa dell'anagrafe dal '90 in poi ha due bocce così, e i papà vanno a dichiarare due volte i figli), se sei un martello tendi a far assomigliare tutto ad un chiodo :D

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Nickognito ha scritto:Gios e' una brava persona.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Star_ACE » mar nov 02, 2010 1:55 pm

Addirittura Lisbona e Pombal.
Occhi che ti vengono le vertigini a catapultarti così lontano dal tuo tinello

Per il resto: l'evento nefasto è del 1976.

Il calo 1981- 2001 non si spiega, poi non ho un diario completo con tutti i disastri idrogeologici della nostra penisola. #1# Chiedo umilmente venia. #1#

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda bogix » mar nov 02, 2010 2:33 pm

Quelli di Grom facevano l'enologo (Dio lo perdoni) e l'analista finanziario (Dio sia indulgente anche con lui), si son messi a far gelati perché avevano intuito che coi gelati si poteva fare bene


In verità la storia è andata un po' diversamente...al principio Grom era UNA sola gelateria, nessun'intuizione particolare.
L'espansione è avvenuta solo a causa di un'evento nefasto, l'infortunio del mastro gelataio :D

Comunque Gios mi sembra che semplifichi un po' troppo il problema...

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda whiterussian » mar nov 02, 2010 4:12 pm

bogix ha scritto:Comunque Gios mi sembra che semplifichi un po' troppo il problema...

Nooo, ma che dici?

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda PINDARO » mar nov 02, 2010 4:13 pm

Ma va, Gios che sempliFica...

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Gios » mar nov 02, 2010 4:30 pm

Avete ragione. Perché quando avete ragione, avete ragione. E' vero.

Sì, vero, un'idea omogenea ed organica sulla realtà occupazionale d'una grande nazione occidentale (grande quantomento per tradizione ab antiquo, non certo per la classe dirigente e politica) è complessa, multistrato, liquida e allo stesso tempo solida, richiede una trasversalità d'impegni, di sinergie, di competenze, di skill, di know-how, e direi anche d'esperienza, sagacia, carico tecnico e umano. Ecco: richiede uomini, strutture, istituizioni e competenze, richiede analisi puntuali, consulenze d'alto livello, investimenti (ma non a pioggia: mirati sulle aree nevralgiche) e, permettetemi, permettetemi d'essere anche un po' romantico, richiede ispirazione, coraggio donchisciottesco e una grande capacità di tenuta del cuore e della mente, oltre a una certa sensibilità e delicatezza. Richiede una attenta ponderazione delle scelte, e una volta avvenute queste, una loro ferma esecuzione. Senza ripensamenti, senza tentennamenti, senza ritrosie.


Direi però di non scoraggiarci: parliamone tra non quattro strònzi di mymag, che magari una soluzione che non semplifichi il problema, questo grande problema, viene fuori.
Nickognito ha scritto:Gios e' una brava persona.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Ombra84 » mar nov 02, 2010 7:44 pm

Ma in un paese di 4 anime, c'è bisogno di occupazione solo per far muovere e funzionare tutti i servizi :)
Scusa gios niente di personale, cercavo di dire la mia sul problema :oops:
djagermaister ha scritto:Dzumhur è il troll che controlla il ponte tra i challenger e gli Atp.
.

dsdifr ha scritto:Nel primo set della messa lei dichiarerà di voler sposare Istomin, poi piano piano Andreas riguadagnerà' terreno fino al lieto fine.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda BackhandWinner » mar nov 02, 2010 9:17 pm

viewtopic.php?f=13&t=29233&p=1640535#p1640535

(perché qui è altrattanto se non più pertinente di quanto non sia nel Topic su B.)
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda whiterussian » mar nov 02, 2010 9:43 pm

Abbi pazienza Gios, se si parla di lavoro, tema sempre attuale in verità ma che oggi è DAVVERO un problema e a te non tange perché i tuoi compagni di scuola lavorano (tranne uno calabrese, ovvio) oppure perché uno può sempre fare il lattoniere, permetti che come minimo ti si accusi di eccessiva semplificazione?

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Gios » mar nov 02, 2010 11:00 pm

Non una maggiore semplificazione di quanto possa essere un leone rampante su un gonfalone o una conchiglia su uno stemma, devo dire. Anagogia, significato composto del simbolo, quelle cose lì (oh, non ci posso fare niente se è modo di esprimermi che ritengo più bello. Pindaro ha il sarcasmo, Star_ACE la fìga, seren i cuoricini, BHW il razionalismo pavese, memo la grafica. Rob ha l'estetica del forumista modello, e la coincidenza di essere su un forum aiuta ad apprezzarne gli indubbi meriti ;)).
Nickognito ha scritto:Gios e' una brava persona.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda alcol » mer nov 03, 2010 2:37 am

problema di scarsa "presa" su un forum tendenzialmente di "abitanti del nord" con titolo di studio medio-alto, se non addirittura alto.
In questo scenario il lavoro c'è, pena per alcuni il fatto di doversi temporaneamente adattare (es:un anno da commessa); il problema, ahimè, è spesso la voglia; ci metto anche una buona dose di sopravvalutazione di sè, concordo con gios sulla problematica della scelta del corso di studi, infine (visto dalla parte di chi assume) una nota di dispiacere per le (ormai poche) ragazze che non hanno nella testa l'idea "lavoro tre mesi, mi metto in maternità anticipata+aspettativa etc, torno, lavoro 3 mesi e mi rimetto in maternità anticipata", piaga ormai assai diffusa e di cui il sottoscritto è arrivato recentemente alla seconda tragica esperienza in 4 anni (ma questo meriterebbe un topic a parte del tipo "E il lavoratore dov'è?", che ispirerebbe ai più poca simpatia, nonchè poche riflessioni socio-politiche e molte risse verbali)
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