E il lavoro dov'è?

Dibattito sulla vita sociale e sui problemi politici.

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PINDARO
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda PINDARO » lun mar 06, 2017 9:00 pm

Ombra84 ha scritto:
Nasty ha scritto:
PINDARO ha scritto:http://cybernight.elementfx.com/buster.html

Sono rimasti solo 12 blockbuster al mondo.
3 in Oregon, 2 in Texas sul confine col Messico e 7 in Alaska :lol:
colpa dell'internet e degli streaming e della tecnologia che hanno fatto perdere migliaia e migliaia di posti di lavoro :cry: :cry: :cry:


Non mi risulta.

A Foligno c'è un Blockbuster aperto, oggi.


La rete (o Network) “BLOCKBUSTER VILLAGE” nasce dagli ex franchisee Blockbuster. Alla chiusura della catena americana la maggior parte degli imprenditori affiliati alla storica Blockbuster hanno deciso di continuare l’attività nei propri punti vendita unendosi tra loro e dando vita alla rete Blockbuster Village.
Blockbuster Village con oltre 700 film novità a Noleggio ogni anno, tutti i film novità in vendita, un catalogo immenso di DVD e Blu Ray con oltre 16.000 titoli, tutte le novità Games, Libri e Musica è il network degli specialisti dell’Entertainment.



Nonostante il fallimento del 2013, negli Stati Uniti 12 negozi in franchising di proprietà sono ancora aperti.
Ma immagino che quello di Foligno sia immenso.
Tipo sei campi da calcio.
ciccio ha scritto: post ridicolo


Nevenez ha scritto:Il troll, qui dentro, sei tu


NK7 ha scritto:A volte sei davvero pesante, in modo del tutto gratuito e inutile.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda taylorhawkins89 » mar mar 07, 2017 12:55 am


Burano
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Burano » mar mar 07, 2017 7:04 am

Intanto, presso Trenitalia, da questo mese le nuove tecnologie hanno decuplicato il tempo necessario per il controllo dei biglietti a bordo: prima il controllore guardava e punzonava, ora deve prendere ogni biglietto e appoggiarlo su un tablet che spesso si impalla o legge male. Stamani dieci minuti per fare uno scompartimento da venti posti :o poi tra pochi anni ci penserà un drone al controllo e la figura del capotreno scomparirà. ..nel frattempo però va così.
Lo voglio rivedere, Fabio

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda PINDARO » mar mar 07, 2017 9:35 am

Burano ha scritto:tra pochi anni ci penserà un drone al controllo e la figura del capotreno scomparirà..

ciccio ha scritto: post ridicolo


Nevenez ha scritto:Il troll, qui dentro, sei tu


NK7 ha scritto:A volte sei davvero pesante, in modo del tutto gratuito e inutile.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nasty » mar mar 07, 2017 4:27 pm

PINDARO ha scritto:
Nasty ha scritto:
A Foligno c'è un Blockbuster aperto, oggi.


E ci vai solo te.
Per non far ingrassare ciccioni.



Io no, ma un mio amico ci va ogni giorno. :) ha una videoteca da oltre diecimila titoli. :o
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda uglygeek » mar mar 07, 2017 4:54 pm

Burano ha scritto:Intanto, presso Trenitalia, da questo mese le nuove tecnologie hanno decuplicato il tempo necessario per il controllo dei biglietti a bordo: prima il controllore guardava e punzonava, ora deve prendere ogni biglietto e appoggiarlo su un tablet che spesso si impalla o legge male. Stamani dieci minuti per fare uno scompartimento da venti posti :o poi tra pochi anni ci penserà un drone al controllo e la figura del capotreno scomparirà. ..nel frattempo però va così.

Detta cosi' l'uso del tablet sembra assurdo. Immagino che la ragione sia che ora il biglietto si puo' fare in vari modi, cartaceo alla stazione ma anche elettronico, stampato dall'utente oppure con un codice a barre sul telefonino, e i controllori facevano fatica a verificare tutti i biglietti in modo diverso.
E' perche' e' un paese di vecchi, tecnologicamente arcaico, dove tutto e' fatto in funzione della vecchietta ottantenne che deve per forza fare il biglietto allo sportello (e paga solo in contanti).
Quando basterebbe usare una app sul telefonino, o ancora meglio, una card tipo la Oyster che c'e' a Londra, e che si usa anche per viaggiare sui treni locali, per semplificare moltissimo tutto.
Poi da noi si sa bene come sara' andato l'appalto per il tablet e il suo software, con quali criteri sara' stato scelto il progetto, e come sara' stato portato avanti... :-)
Del resto avete mai usato la macchina self service di Trenitalia per i biglietti? Sembra progettata da un sadico... si passa da almeno 12 schermate prima di poter avere il biglietto, ci vogliono almeno 2 o 3 minuti (mezzo minuto buono solo per la stampa). Tu sei li' che hai fretta, che perdi il treno, e lei ti chiede ogni volta che tipo di carta hai, e persino se vuoi lasciare qualcosa in beneficienza. Negli altri paesi fai il biglietto in 20 secondi.
Tout le monde a une seule vie qui passe, Mais tout le monde ne s'en souvient pas,
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nickognito » mar mar 07, 2017 7:17 pm

Quando prendo il treno, di solito succede cosi'
Controllore: 'biglietto'
Io: -le dico il codice'
Controllore: (in meno di dieci secondi, guardando il posto dove siedo) Mi dica la penultima lettera

Io gliela dico e li' finisce.

Il problema e' che ho preso 4 biglietti di treno per firenze bologna per via dei ritardi e dell' aereo che partiva, e i 3/4 dei treni erano in ritardo.
Avevamo studiato per l'aldilà un fischio,un segno di riconoscimento. Mi provo a modularlo nella speranza che tutti siamo morti senza saperlo.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda BackhandWinner » gio mar 09, 2017 12:34 am

uglygeek ha scritto:
Burano ha scritto:Intanto, presso Trenitalia, da questo mese le nuove tecnologie hanno decuplicato il tempo necessario per il controllo dei biglietti a bordo: prima il controllore guardava e punzonava, ora deve prendere ogni biglietto e appoggiarlo su un tablet che spesso si impalla o legge male. Stamani dieci minuti per fare uno scompartimento da venti posti :o poi tra pochi anni ci penserà un drone al controllo e la figura del capotreno scomparirà. ..nel frattempo però va così.

Detta cosi' l'uso del tablet sembra assurdo. Immagino che la ragione sia che ora il biglietto si puo' fare in vari modi, cartaceo alla stazione ma anche elettronico, stampato dall'utente oppure con un codice a barre sul telefonino, e i controllori facevano fatica a verificare tutti i biglietti in modo diverso.
E' perche' e' un paese di vecchi, tecnologicamente arcaico, dove tutto e' fatto in funzione della vecchietta ottantenne che deve per forza fare il biglietto allo sportello (e paga solo in contanti).
Quando basterebbe usare una app sul telefonino, o ancora meglio, una card tipo la Oyster che c'e' a Londra, e che si usa anche per viaggiare sui treni locali, per semplificare moltissimo tutto.
Poi da noi si sa bene come sara' andato l'appalto per il tablet e il suo software, con quali criteri sara' stato scelto il progetto, e come sara' stato portato avanti... :-)
Del resto avete mai usato la macchina self service di Trenitalia per i biglietti? Sembra progettata da un sadico... si passa da almeno 12 schermate prima di poter avere il biglietto, ci vogliono almeno 2 o 3 minuti (mezzo minuto buono solo per la stampa). Tu sei li' che hai fretta, che perdi il treno, e lei ti chiede ogni volta che tipo di carta hai, e persino se vuoi lasciare qualcosa in beneficienza. Negli altri paesi fai il biglietto in 20 secondi.

Cristo, sì, esattamente. #1#
Sulle machinette self-service: una mia personale disfunzione psicologica mi impedisce di percepire in modo efficace la dimensione spazio-temporale, perciò io parto dal punto dove mi trovo più o menop all'ora nella quale devo arrivare a destinazione (forse da piccolo credevo fortissimamente al teletrasporto e ho finito per autoconvincermi di avere questo potere...). Il mio ritardo, insomma, di norma è uguale (non: proporzionale, proprio 'pari a' :D ) al tempo necessario per arrivare dal punto di partenza a quello di destinzione. Quindi si può facilmente immaginare la fretta che ho normalmente nel fare il biglietto del treno (quelle poche volte che, per un motivo o per l'altro, non l'ho già comprato online)...
Però devo dire che ho imparato presto a fronteggiare il fuoco di fila di domande/avvisi demenziali della macchina: di solito me la cavo in effetti in meno di un minuto, lenta digestione del pagamento con carta inclusa.
Per dire, mi trovo più spesso a inveire a voce alta contro i bancomat, per quegli interminabili due minuti necessari per completare tutta l'operazione. Operazione poi, questa l'aggravante molto seria, idiota come poche: basta con questo inutile, assurdo contante, bastaaaaaa...
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda paoolino » ven mar 17, 2017 1:59 pm

Caro direttore, in questi giorni in cui si parla di voucher, le scrivo per raccontarle che cosa succede a una microimpresa come la mia, finora senza dipendenti, che decide di assumere un lavoratore stagionale a tempo determinato. Nel mio caso si tratta della ragazza delle pulizie che l’anno scorso ha lavorato per me con i voucher e che, prima ancora che si annunciassero tutti questi cambiamenti, avevo già deciso di confermare con un contratto per l’estate 2017, per fare le cose perbene e perché se lo merita. Il contratto sarà per 3 mesi e 15 giorni, part time, 20 ore settimanali.
Ecco però cosa mi succede ora: io divento — giustamente — datore di lavoro e, ai sensi del D.Lgs 81/08, ho tutta una serie di adempimenti in materia di sicurezza sul lavoro da rispettare, soprattutto corsi da frequentare. Nel mio caso specifico (azienda a rischio basso) mi aspettano: 16 ore corso Rspp (responsabile servizio prevenzione e protezione); 12 ore corso primo soccorso; 4 ore corso antincendio; 20 ore di corso per la sicurezza alimentare (solo per il fatto di essere titolare di un’attività dove si maneggiano alimenti preparati da altre aziende già a loro volta sicure e certificate: sostanzialmente metto in tavola prodotti confezionati e preparo caffé e cappuccino); 8 ore di corso di sicurezza sul lavoro per la dipendente; 32 ore di corso Rls (rappresentante dei lavoratori per la sicurezza) sempre per la dipendente.
Oltre ai corsi — che non hanno durata eterna ma vanno aggiornati — dovrò produrre il Dvr (documento valutazione dei rischi): si tratta di un documento tecnico che ovviamente non posso fare io ma dovrò commissionare a un consulente. La mia è un’attività a basso rischio, questi sono quindi gli adempimenti minimi per chi decide di assumere. La formazione in materia di sicurezza sul lavoro è sacrosanta e non è mai abbastanza, ma forse occorrerebbe distinguere. Questi obblighi valgono anche per un negoziante che decide di assumere una commessa, un commercialista che assume una segretaria quando ha picchi di lavoro, ecc. La spesa da sostenere per questa formazione obbligatoria non è assolutamente in proporzione non solo alle forze di una microimpresa, ma neppure a quanto poi guadagnerà il lavoratore. Infatti valgono gli stessi obblighi anche se il contratto a tempo determinato è di 15 giorni. L’industria turistica, soprattutto al Sud, vive di stagionalità e di picchi di lavoro per 2-3 settimane all’anno. Io farò tutto quello che devo e alcuni corsi li ho già conclusi, ma con tutti questi obblighi sarebbe molto più facile fare un passo indietro e tenere il lavoratore in nero piuttosto che farne uno in avanti e regolarizzarlo. (Lettera firmata)

(corriere.it)
"C’è gente che magari sa scrivere, scrive e pubblica sui forum quello che scrive, ma non sa assolutamente leggere..."
(paoolino parafrasando Sciascia)

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Rosewall » ven mar 17, 2017 3:51 pm

al di là del merito della questione, la via che il pd intende percorrere è grottesca e paracula (oltre che masochistica per lo stesso pd).
Cioè, questi eliminano i voucher del tutto, fanno saltare il referendum, e poi li ripresentano con un altro nome e riveduti e corretti.

Ora, è del tutto evidente che i promotori del referendum saranno contrari anche alla versione col nome cambiato, sia pure riveduta e corretta (non per capriccio ma coerentemente a quanto sostengono adesso).
Dunque dovrebbero raccogliere nuovamente le firme per un nuovo referendum, accusando (giustamente) il pd di aver preso per il cul o i tre milioni di italiani che hanno firmato per il referendum (ma pure gli altri).
Insomma, gli strateghi del pd vogliono tenere i voucher apportando alcune modifiche. Senza giudicare se sia giusta o meno l'idea, questa è la loro idea dichiarata. Bè, dei politici normali - ma anche sub-normali, che abbiano l'idea di tenere i voucher apportando alcune modifiche, bè, molto semplicemente, terrebbero i voucher apportando alcune modifiche.
E quindi attenderebbero serenamente l'esito referendario che stabilirebbe se restano (modificati) oppure si sopprimono interamente.
Il PD invece preferisce questa soluzione priva della benchè minima decenza politica, ma anche intelligenza.
Boh, per me in quest'ultimo triennio il pd è stato il peggior partito di governo dal dopoguerra ad oggi.

E per curiosità, Alfano (ahahah) che dice? Cioè, interviene solo per segare le adozioni?
"A torto o ragione, la regina dei nostri tempi".

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda NNick87 » ven mar 17, 2017 5:13 pm

uglygeek ha scritto:
Burano ha scritto:Intanto, presso Trenitalia, da questo mese le nuove tecnologie hanno decuplicato il tempo necessario per il controllo dei biglietti a bordo: prima il controllore guardava e punzonava, ora deve prendere ogni biglietto e appoggiarlo su un tablet che spesso si impalla o legge male. Stamani dieci minuti per fare uno scompartimento da venti posti :o poi tra pochi anni ci penserà un drone al controllo e la figura del capotreno scomparirà. ..nel frattempo però va così.

Detta cosi' l'uso del tablet sembra assurdo. Immagino che la ragione sia che ora il biglietto si puo' fare in vari modi, cartaceo alla stazione ma anche elettronico, stampato dall'utente oppure con un codice a barre sul telefonino, e i controllori facevano fatica a verificare tutti i biglietti in modo diverso.
E' perche' e' un paese di vecchi, tecnologicamente arcaico, dove tutto e' fatto in funzione della vecchietta ottantenne che deve per forza fare il biglietto allo sportello (e paga solo in contanti).
Quando basterebbe usare una app sul telefonino, o ancora meglio, una card tipo la Oyster che c'e' a Londra, e che si usa anche per viaggiare sui treni locali, per semplificare moltissimo tutto.
Poi da noi si sa bene come sara' andato l'appalto per il tablet e il suo software, con quali criteri sara' stato scelto il progetto, e come sara' stato portato avanti... :-)
Del resto avete mai usato la macchina self service di Trenitalia per i biglietti? Sembra progettata da un sadico... si passa da almeno 12 schermate prima di poter avere il biglietto, ci vogliono almeno 2 o 3 minuti (mezzo minuto buono solo per la stampa). Tu sei li' che hai fretta, che perdi il treno, e lei ti chiede ogni volta che tipo di carta hai, e persino se vuoi lasciare qualcosa in beneficienza. Negli altri paesi fai il biglietto in 20 secondi.


Totalmente d'accordo su tranne che sull'ultima frase. Almeno in Belgio e Olanda (provato questa estate) le biglietterie automatiche sono piuttosto cervellotiche.
djagermaister ha scritto:Dzumhur è il troll che controlla il ponte tra i challenger e gli Atp.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda alessandro » ven mar 17, 2017 5:22 pm

paoolino ha scritto:Caro direttore, in questi giorni in cui si parla di voucher, le scrivo per raccontarle che cosa succede a una microimpresa come la mia, finora senza dipendenti, che decide di assumere un lavoratore stagionale a tempo determinato. Nel mio caso si tratta della ragazza delle pulizie che l’anno scorso ha lavorato per me con i voucher e che, prima ancora che si annunciassero tutti questi cambiamenti, avevo già deciso di confermare con un contratto per l’estate 2017, per fare le cose perbene e perché se lo merita. Il contratto sarà per 3 mesi e 15 giorni, part time, 20 ore settimanali.
Ecco però cosa mi succede ora: io divento — giustamente — datore di lavoro e, ai sensi del D.Lgs 81/08, ho tutta una serie di adempimenti in materia di sicurezza sul lavoro da rispettare, soprattutto corsi da frequentare. Nel mio caso specifico (azienda a rischio basso) mi aspettano: 16 ore corso Rspp (responsabile servizio prevenzione e protezione); 12 ore corso primo soccorso; 4 ore corso antincendio; 20 ore di corso per la sicurezza alimentare (solo per il fatto di essere titolare di un’attività dove si maneggiano alimenti preparati da altre aziende già a loro volta sicure e certificate: sostanzialmente metto in tavola prodotti confezionati e preparo caffé e cappuccino); 8 ore di corso di sicurezza sul lavoro per la dipendente; 32 ore di corso Rls (rappresentante dei lavoratori per la sicurezza) sempre per la dipendente.
Oltre ai corsi — che non hanno durata eterna ma vanno aggiornati — dovrò produrre il Dvr (documento valutazione dei rischi): si tratta di un documento tecnico che ovviamente non posso fare io ma dovrò commissionare a un consulente. La mia è un’attività a basso rischio, questi sono quindi gli adempimenti minimi per chi decide di assumere. La formazione in materia di sicurezza sul lavoro è sacrosanta e non è mai abbastanza, ma forse occorrerebbe distinguere. Questi obblighi valgono anche per un negoziante che decide di assumere una commessa, un commercialista che assume una segretaria quando ha picchi di lavoro, ecc. La spesa da sostenere per questa formazione obbligatoria non è assolutamente in proporzione non solo alle forze di una microimpresa, ma neppure a quanto poi guadagnerà il lavoratore. Infatti valgono gli stessi obblighi anche se il contratto a tempo determinato è di 15 giorni. L’industria turistica, soprattutto al Sud, vive di stagionalità e di picchi di lavoro per 2-3 settimane all’anno. Io farò tutto quello che devo e alcuni corsi li ho già conclusi, ma con tutti questi obblighi sarebbe molto più facile fare un passo indietro e tenere il lavoratore in nero piuttosto che farne uno in avanti e regolarizzarlo. (Lettera firmata)

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Credo che i corsi siano obbligatori anche se assumi coi voucher, ma sono certo che i corsi e la visita medica sia obbligatoria per la persona che prendi a voucher.
Devi quindi pagagli la visita medica con un medico del lavoro e i corsi necessari, haccp se maneggia cibi e i corsi sulla sicurezza.
Nickognito ha scritto: ..un Dio onnipotente. Ma perchè sta storia dell'onnipotenza? Per me l'onnopotenza è decisamente sopravvalutata.


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