E il lavoro dov'è?

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alessandro
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda alessandro » gio set 27, 2018 8:40 am

Diciamo che “le referenze” storicamente sono sempre esistite.
Quando uno (parlo del settore turistico) cambiava impiego, il datore di lavoro scriveva una lettera dove diceva di aver avuto una ottima esperienza con quel dipendente...
Ma anche oggi, se devi assumere un cuoco o altro, fai un colpo di telefono ai datori precedenti per sapere che tipo è, se sa fare il suo lavoro, se è serio...

Mio nonno per assumere i camerieri chiedeva: vammi a prendere un bicchiere.
Poi guardava se il passo era spedito ok, se lento e ciondolante lo mandava via.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nickognito » gio set 27, 2018 9:52 am

alessandro ha scritto:Diciamo che “le referenze” storicamente sono sempre esistite.
Quando uno (parlo del settore turistico) cambiava impiego, il datore di lavoro scriveva una lettera dove diceva di aver avuto una ottima esperienza con quel dipendente...
Ma anche oggi, se devi assumere un cuoco o altro, fai un colpo di telefono ai datori precedenti per sapere che tipo è, se sa fare il suo lavoro, se è serio....


in Italia. Non qua.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda paoolino » gio set 27, 2018 7:18 pm

Nickognito ha scritto:
Beh, mi sembra che abbia avuto successo, invece. In questo modo, hai assunto uno (che spero poi si sia rivelato bravo). Avete scoperto delle menzogne nel CV. Avete evitato di prendere qualche pelandrone. Qual e' il problema?


Il problema è che è 1 su 20.

Il problema di fondo è che per me è arduo trovare persone motivate, con un minimo di competenza, presentabili e che sappiano mettere insieme due frasi in italiano e 4 parole in inglese.
Me ne ero accorto già dai tempi dell'Università: di cento colleghi, avrei pensato di lavorare con 4 o 5 al massimo e non per le loro conoscenze specifiche, ma per il loro buon senso.

Qualche settimana fa ho fatto il colloquio a un ragazzo. Gli mancano due esami per laurearsi. Gli ho chiesto se era intenzionato a provare a terminare il percorso visto che ci potrebbe essere la possibilità che il candidato possa essere inserito in un Master a carico della nostra azienda.
Risposta: "Eh, me lo dice anche la mia ragazza che dovrei prendermi la laurea, ma non ho voglia di rimettermi a studiare..."

Chiedo se sa l'inglese. Risposta: "Eh, fino a oggi l'inglese non mi è mai servito"
Avresti intenzione di fare un corso? "Non lo so, visto che non mi è mai servito"

Prima delle vacanze ho fatto il colloquio a un altro, laureato in statistica: non riusciva ad azzeccare neanche un congiuntivo, parlava con un fortissimo accento romano e anche questo zero conoscenza dell'inglese.
"C’è gente che magari sa scrivere, scrive e pubblica sui forum quello che scrive, ma non sa assolutamente leggere..."
(paoolino parafrasando Sciascia)

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nickognito » gio set 27, 2018 7:29 pm

Si facessero le loro esperienze a San Antonio, prima di venire a fare i colloqui!

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda paoolino » gio set 27, 2018 7:31 pm

Nickognito ha scritto:Si facessero le loro esperienze a San Antonio, prima di venire a fare i colloqui!


Ma certo
"C’è gente che magari sa scrivere, scrive e pubblica sui forum quello che scrive, ma non sa assolutamente leggere..."
(paoolino parafrasando Sciascia)

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda miggen » ven set 28, 2018 1:13 am

Magari il neolaureato "banalmente" ha ricevuto una proposta migliore - essendo alla ricerca di un nuovo lavoro, probabile stesse facendo diversi colloqui per più aziende - ed ha preferito non offrire una spiegazione sincera trincerandosi dietro un fantomatico "segreto professionale".
Quando lavoravo per la Danone a Milano, uno stagista andò via dopo 24 ore perché nel frattempo aveva ricevuto una proposta di un tempo determinato a Roma (era di Palermo, sempre fuori sede).
Dove lavoro ora, un commerciale di medio/alto livello (inquadramento da quadro) è andato via dopo 3 giorni adducendo, a quanto mi è stato detto, spiegazioni imbarazzanti, quando in realtà si è scoperto aver accettato la proposta (evidentemente migliore) di un'altra azienda.
Nel secondo caso, credo ci sia anche un evidente errore in fase di selezione, però diciamo che non sono così rari i casi di lavoratori che rinunciano dopo pochi giorni perché avevano in ballo altre soluzioni.

Io stesso sto iniziando a fare alcuni colloqui in queste ultime settimane: se un paio di selezioni dovessero avere esito positivo, potrei trovarmi in una situazione simile (magari, nel senso di avere l'imbarazzo della scelta).

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda uglygeek » ven set 28, 2018 1:37 am

miggen ha scritto:Magari il neolaureato "banalmente" ha ricevuto una proposta migliore - essendo alla ricerca di un nuovo lavoro, probabile stesse facendo diversi colloqui per più aziende - ed ha preferito non offrire una spiegazione sincera trincerandosi dietro un fantomatico "segreto professionale".
Quando lavoravo per la Danone a Milano, uno stagista andò via dopo 24 ore perché nel frattempo aveva ricevuto una proposta di un tempo determinato a Roma (era di Palermo, sempre fuori sede).
Dove lavoro ora, un commerciale di medio/alto livello (inquadramento da quadro) è andato via dopo 3 giorni adducendo, a quanto mi è stato detto, spiegazioni imbarazzanti, quando in realtà si è scoperto aver accettato la proposta (evidentemente migliore) di un'altra azienda.
Nel secondo caso, credo ci sia anche un evidente errore in fase di selezione, però diciamo che non sono così rari i casi di lavoratori che rinunciano dopo pochi giorni perché avevano in ballo altre soluzioni.

Io stesso sto iniziando a fare alcuni colloqui in queste ultime settimane: se un paio di selezioni dovessero avere esito positivo, potrei trovarmi in una situazione simile (magari, nel senso di avere l'imbarazzo della scelta).

Si' infatti era venuto in mente anche a me che quella potesse essere la ragione. In effetti quando si cerca capita di fare piu' colloqui in parallelo, ed e' sempre complicato gestire la cosa, se poi hai piu' di una offerta. Non e' che si puo' dire "Grazie per l'offerta, ora vedo se mi prendono da X, altrimenti accetto volentieri", non si puo' nemmeno dire "Grazie per l'offerta, vi faccio sapere tra un mese!", di solito hai pochi giorni per accettare. In teoria se poi si accetta si dovrebbe rinunciare agli altri colloqui in corso, ma in pratica se l'altro lavoro e' piu' interessante ovviamente non si fa. Poi pero' ci si trova in situazioni imbarazzanti, e' capitato anche a me, l'ho gestita malissimo, ancora me ne vergogno.
ca se vedesse che non c'era

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nickognito » sab ott 20, 2018 9:36 am

A proposito di quelli assunti che poi se ne vanno, stupidi.

Vi chiedo un parere sulla mia situazione personale.

Sono nella mia azienda da 6 anni. Sono adesso piu' o meno il meno pagato pur essendo uno di quelli appartenenti, diciamo, al 10% dei ruoli piu' alti. Sono apprezzato verbalmente piu' o meno da tutti dove lavoro, faccio quello che mi pare, ma sostanzialmente nessuno e' interessato a quasi nulla di quelo che faccio. Se me ne vado, probabilmente non saro' sostituito. Se sto a casa e lavoro un'ora al giorno invece di 8, nessuno lo nota. Lavoro a tempo indeterminato, ma spesso ci sono voci che l'azienda chiuda almeno una parte delle sue attivita'.

Il fatto di volermene andare penso che quindi lo riteniate pure sensato (sto perdendo soldi a fine mese da un anno, senza fare vacanze e uscire, bene o male) e onesto nei confronti del datore di lavoro, cosi' come non dire nulla al lavoro dando comunque i tre mesi contrattuali di preavviso.

Un'altra azienda mi ha contattato. Mi ha offerto un lavoro dandomi il 70% in piu'. Un lavoro che mi piace meno, ma non orribile, e per 18 mesi rinnovabili, non indeterminato. Di questa azienda in genere si parla ancora peggio della mia e adesso, senza che abbia ancora firmato nulla, le risorse umane si fanno negare (hanno tempo fino al 30, se vogliono che mi licenzi). Ho comunque accettato e inizieri a gennaio (o forse a dicembre) con 3 mesi di prova (in cui, legalmente, sia loro che io possiamo chiudere la collaborazione senza preavviso).

Nel frattempo mi ha contattato un'altra azienda, di migliore reputazione, che, per una posizione che mi piace di piu', ma ufficialmente con un ruolo meno alto, mi offrirebbe pero', non so perche', il 70% in piu' della seconda azienda. Inoltre farei un lavoro che vorrei fare per il futuro, e sarebbe un indeterminato. Insomma, sarebbe un'occasione che non avrei nemmeno sperato.

Ora, il quesito che vi pongo e' assai improbabile: la terza azienda probabilmente non mi vorra' e nemmeno mi chiamera'. La seconda potrebbe perfino ritirare l'offerta (sarebbe scorretto, ma finche' non mi offrono di firmare tutto e' possibile) o licenziarmi entro quei tre mesi.

Ma poniamo che entrambe mi vogliano. Sarebbe per voi scorretto lasciare la seconda per la terza, appena iniziato (o addirittura prima di iniziare, o magari appena finito il training?). Sarebbe scorretto non dire alla terza azienda 'ehi, nel frattempo ho firmato per un altro, ma se mi volete la lascio subito?', passando per non affidabile?

Tra l'altro io, preciso, ho contattato la terza solo perche' HR della seconda mi ha chiuso il telefono in faccia, e quindi mi son messo a mandare altri cv.

Oppure quello che farei sarebbe normale e corretto?

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Burano » sab ott 20, 2018 9:50 am

:o
Molla la seconda e vai dalla terza.
Le aziende non hanno nessuno scrupolo mai. Deve averne il dipendente, che peraltro col suo comportamento danneggerebbe l'azienda meno di quanto essa fa con lui quando gli dà il benservito per esigenze produttive o perché non gli serve più.
Lo voglio rivedere, Fabio

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Rosewall » sab ott 20, 2018 10:27 am

ma come ti ha chiuso il telefono in faccia? :-?


La terza è Paoolino?
"A torto o ragione, la regina dei nostri tempi".

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda balbysauro » sab ott 20, 2018 10:33 am

Burano ha scritto: :o
Molla la seconda e vai dalla terza.
Le aziende non hanno nessuno scrupolo mai.


non ho ben capito se la terza ti prende o no
ma se hai l'occasione sono con burano

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nickognito » sab ott 20, 2018 10:40 am

Rosewall ha scritto:ma come ti ha chiuso il telefono in faccia? :-?


La terza è Paoolino?



aahh no. Non mi ha chiuso il telefono, ma ha fatto squillare e poi spento. Non mi ha richiamato. Mi ha detto precedentemente che mi avevano mandato email, che non ho mai ricevuto. Insomma, mi hanno fatto un'offerta ufficiale e poi sono scomparsi. Intendiamoci, sono una multinazionale, non credo che non si facciano piu' sentire, certo non sembrano gentili e organizzati.

La terza e' solo un'ipotesi, in fase iniziale, non mi vorranno mai (anche se in realta' per la seconda non sono molto bravo, per la terza sarei molto piu' capace).

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nickognito » sab ott 20, 2018 10:42 am

balbysauro ha scritto:
Burano ha scritto: :o
Molla la seconda e vai dalla terza.
Le aziende non hanno nessuno scrupolo mai.


non ho ben capito se la terza ti prende o no
ma se hai l'occasione sono con burano


a volte pero' le aziende hanno lo scrupolo di verificare i precedenti con altre aziende :)

Per esempio, il discorso dei tre mesi di preavviso. In realta' se un lavoratore se ne va, assente ingiustificato, e firma altrove, legalmente non succede nulla. Pero' le nuove aziende spesso nel caso non ti prendono, non ritenendoti affidabile.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda balbysauro » sab ott 20, 2018 10:48 am

se la terza ti fa un'offerta glie lo dici chiaramente e non nascondi la cosa
ho un contratto, dovrei dare i 3 mesi, ma se voi mi volete prima dovrò andarmene senza il corretto preavviso: lo ritenete scorretto?
inverti l'onere :)

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda maxredo » sab ott 20, 2018 11:00 am

Burano ha scritto:Le aziende non hanno nessuno scrupolo mai.

Punto. Nessun ripensamento, fai quello che conviene a TE, solo a TE.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nickognito » sab ott 20, 2018 11:11 am

balbysauro ha scritto:se la terza ti fa un'offerta glie lo dici chiaramente e non nascondi la cosa
ho un contratto, dovrei dare i 3 mesi, ma se voi mi volete prima dovrò andarmene senza il corretto preavviso: lo ritenete scorretto?
inverti l'onere :)


no no, avendo il periodo di prova non dovrei dare preavviso, pero' sarei moralmente discutibile e a loro potrebbe non piacere. Ma era solo un quesito teorico, non mi offriranno mai la terza. Inoltre io passo i colloqui di lavoro solo se fatti solo da donne (ormai succede da 20 anni quasi senza eccezione).

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda uglygeek » dom ott 28, 2018 12:26 am

Filippo Facci per “Libero Quotidiano”

Disoccupato non è solo chi non trova il lavoro perché non c' è, disoccupato è anche chi non trova il lavoro che c' è: non lo trova perché non ne è informato, perché domanda e offerta non s' incontrano o, in ultima istanza, perché è lui a fare di tutto per non farsi trovare.
I dati di Unioncamere e Anpal comunque non lasciano dubbi: in questo ottobre sono aumentate le imprese che programmano assunzioni e nuovi contratti ma è aumentato anche il cosiddetto "mismatch", cioè appunto la difficoltà di far incontrare domanda e offerta di lavoro: fenomeno che è aumentato rispetto a un anno fa. Su circa 370mila contratti da stipulare entro fine mese (sono 31mila in più dell' ottobre scorso) il 29 per cento ha avuto e avrà difficoltà a trovare gente pronta a lavorare: e l' anno passato, nello stesso periodo, la percentuale di posti vacanti era solo il 25 per cento. Ma ora siamo quasi a un profilo professionale su tre.
È chiaro che le differenze territoriali continuano ad avere un loro peso: questa discrepanza, il citato mismatch, tocca i vertici del 42 per cento in zone nordiche come Pordenone, Lecco, Ferrara e Bologna e scende a solo il 15 per cento nelle zone meridionali in particolare attorno a Brindisi, Benevento, Taranto e Ragusa. Ma attenzione, non stiamo parlando solo di professionalità qualificatissime e che implicano perciò problemi di formazione e di aggiornamento: cercano gli ingegneri, sì, ma anche i fattorini e gli addetti alle pulizie.
Vediamo dunque di capire di che professioni si tratta e in che misura il problema riguarda i giovani, visto che tra loro la disoccupazione resta mediamente alta e vengono sempre citati assieme ad altre parole chiave come poveri, nuovi poveri, vecchi poveri, reddito di cittadinanza, immigrati e - categorie che aggiungiamo noi - furbastri e posapiano.
I profili professionali più difficili da trovare restano comunque gli ingegneri (61,2%) e in particolare gli addetti alla programmazione di macchine a controllo numerico, nonché i tecnici per la gestione e l' uso di robot industriali. Seguono però gli operai specializzati nella lavorazione dei metalli (58%) che poi sono i fonditori, i saldatori e i fabbri.
Mancano poi addetti ai macchinari dell' industria tessile (50,3%) e ancora elettromeccanici e operai di macchine automatiche (47 e 49,7%) che poi sarebbero gli installatori, i montatori e manutentori di macchinari industriali, oltreché di apparecchiature elettriche, elettroniche ed informatiche.
Paradossalmente, però, non si trovano neanche i dirigenti, cioè il personale ad alta qualificazione: rispetto a un anno fa è aumentata di 1,3 punti percentuali la quota di contratti che verranno offerti a dirigenti e ad altre professioni intellettuali e scientifiche e di elevata specializzazione. Più li cercano e meno li trovano.
Nel caso delle professioni tecniche, manca all' appello addirittura il 35,7 per cento dei contratti programmati. Settori più colpiti: in generale il made in Italy e la meccatronica (sarebbe meccanica più informatica) e quindi le industrie metallurgiche (48%) oltre alle tessili e di abbigliamento e calzature (45%) e via così. Non si trova la gente.
A quanto pare a essere esiguo è proprio il numero dei candidati che si presenta, il che aumenta anche la percentuale di persone che non hanno assolutamente una preparazione in linea con le richieste: ci provano, ma le imprese, chi difetta delle competenze che servono, ovviamente lo rimanda a casa.
A casa dove? Su questo mancano dati: ma non stupirebbe se, nel Paese che ha la minore mobilità mondiale a partire dagli studenti (piuttosto che a Pordenone vanno all' estero) ci fosse anche un problema di stanzialità: forse in parte si preferisce aspettare il lavoro vicino a casa, laddove, soprattutto al Sud, il costo della vita è anche più basso e l' arte di cavarsela è più sviluppata. È anche vero che solo il 22 per cento dei contratti offerti è a tempo indeterminato: e trasferire una famiglia a centinaia di chilometri, solo per un contratto annuale, non è strano che possa sembrare azzardato anche a un volenteroso disoccupato del Sud.
Ma torniamo ai famosi giovani. Un altro dato interessante è che non c' è, neppure, un problema di classismo scolastico: le imprese cercano più diplomati (66%) e meno laureati (15%) ma nel 19 per cento dei casi va anche bene la terza media. E le professioni - quelle con più difficoltà di reperimento specifico di giovani - vedono al primo posto l' informatica (che parrebbe roba loro) ma anche attività tecniche o progettistiche, operai d' ogni tipo, anche autisti o comunque conduttori di mezzi di trasporto: anche di quest' ultimi rimane scoperto il 38 per cento delle richieste.
Guardando poi tra le professioni sparse: possibile, in quest' epoca edonistica, che rimanga scoperto un' alta percentuale di "operatori della cura estetica"? E lo stesso con gli "specialisti in scienze informatiche" che pure le scuole sfornano a ripetizione?
Il resto a grandi linee lo sapevamo. La regione che offre più lavoro è la Lombardia (80mila posti in ottobre) e lasciando da parte la Valle d' Aosta e il Molise (780, 1.360) il fanalino di coda è la Basilicata con 2.780. Il secondo posto è del Lazio (38.000) e il terzo del Veneto (34.000) ma anche la Campania - nonostante Napoli - ha un sorprendente 29.930.
Però anche la Puglia (20mila) e la Sicilia (20mila) non scherzano: possibile che la gente non sappia che ci sono tutte queste opportunità di lavoro, oppure - alla peggio - possibile che ci siano così tanti soggetti inabili a svolgerli? Possibile. Anche la disoccupazione come scelta di vita è una possibilità. Anche voler restare invisibili al fisco è una possibilità. E anche continuare a lavorare ai confini della legalità. Ma sono possibilità che ora preferiamo non contemplare.
ca se vedesse che non c'era

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Johnny Rex » lun ott 29, 2018 9:34 am

Magneti Marelli venduta ai Japan, Intanto.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda miggen » lun ott 29, 2018 8:35 pm

Nickognito ha scritto:
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Burano ha scritto: :o
Molla la seconda e vai dalla terza.
Le aziende non hanno nessuno scrupolo mai.


non ho ben capito se la terza ti prende o no
ma se hai l'occasione sono con burano


a volte pero' le aziende hanno lo scrupolo di verificare i precedenti con altre aziende :)

Per esempio, il discorso dei tre mesi di preavviso. In realta' se un lavoratore se ne va, assente ingiustificato, e firma altrove, legalmente non succede nulla. Pero' le nuove aziende spesso nel caso non ti prendono, non ritenendoti affidabile.

Domanda: a quanto leggo se ho capito bene devi ancora iniziare l'iter di selezione con la terza azienda. Come fai già ora a sapere che ti offrirebbero il 70% in più della seconda? Solitamente l'aspetto contrattuale viene discusso al secondo/terzo colloquio.. Hai insider al loro interno per cui sai già la retribuzione offerta, o lo hanno già esplicitato ancora prima di iniziare? Curiosità, eh, mi stupisce come si possa già sapere quanto si andrebbe a prendere con precisione..
E comunque al posto tuo mi farei pochi scrupoli, nei 3 mesi iniziali di prova è implicito che ci si possa salutare dall'oggi al domani.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nickognito » lun ott 29, 2018 8:54 pm

Me lo ha scritto la recruiter. L'azienda non mi ha nemmeno contattato e temo mai lo farà :)


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