Una serena riflessione su costume, simboli, immagini e società

Dibattito sulla vita sociale e sui problemi politici.
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JackTorrance
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Una serena riflessione su costume, simboli, immagini e società

Messaggioda JackTorrance » gio set 15, 2016 12:58 pm

Ho scritto sul caso Di Canio forse senza spiegarmi bene e venendo probabilmente male interpretato.
A ben vedere, a rileggere il mio intervento, forse anch'io sarei caduto nell'errore, ma il mio era solo un modo di estremizzare il concetto su cosa sia offensivo/umiliante/discriminante e su cosa sia l'estremizzazione buonista degli stessi concetti.

Esistono leggi e diposizioni costituzionali in merito, quindi teoricamente inderogabili (ma esiste una regola del buon gusto anche per tutto ciò che non rientra in tali norme.... forse qui il motivo dell'equivoco) e probabilmente, agendo con un po' di sale in zucca e serietà/sensibilità editoriale preventiva, a certe decisioni SKY non ci sarebbe mai arrivata. In fondo un tatuaggio rimane tale, offensivo che possa essere, ma probabilmente anche il nostro senso di percezione di ciò che è "oltre" è mutato nei decenni.

Pensandoci è quasi una situazione paradossale. Siamo molto più intransigenti noi, protagonisti di un'epoca dove ormai tutto è permesso, rispetto a società estremamente più rigide (e conflittuali) dove invece erano consentiti termini e oggetti ora assolutamente censurabili.

Ciò premesso vi faccio una domanda (che per mia natura non può che partire da un estremo, diciamo "indifendibile" a prescindere) perché avrei piacere di leggere i vostri pareri in merito, pareri ovviamente più legati alla sociologia che all'ideologia.

Premessa
Un tempo esisteva l'Atlantic, una fabbrica di soldatini di Treviglio a cui sono davvero tanto affezionato per avermi accompagnato fedelmente fino alle porte dell'adolescenza.
Ebbe l'idea di creare una serie "Grandi Rivoluzioni", operazione innocente (forse) da parte di una fabbrica di soldatini, in un periodo tutt'altro che politicamente morbido. Ovviamente le confezioni riportavano simboli e immagini. Per anni sono state mostrate senza alcun problema.
Confesso che spesso ce le portavamo anche a scuola per far vedere agli amici l'ultimo acquisto del nostro personalissimo esercito (io ce le avevo tutte e quattro, per dire).

Se oggi un ragazzino finisse per avere tra le mani una scatola di soldatini del genere, magari acquistati dopo essere stati esposti nella vetrina di una cartoleria e che so, li portasse a scuola, li esibisse ai giardinetti? Giocasse con i vostri figli? Cosa potrebbe accadere alla ditta produttrice di un prodotto del genere? E alla pubblicità su Topolino (che ci fu realmente ai tempi) o televisione ?
E ancora, voi come vi comportereste nel caso foste chiamati in causa? Come giudichereste eventuali reazioni di censura?
Le riterreste eccessive? Finalmente giuste?
In poche parole: oggi potrebbe mai esistere un simile giocattolo? Ribadisco "giocattolo", dato che l'Atlantic produsse giocattoli per bambini a forma di soldatini (i veri soldatini, diciamo i figurini militari da modellismo, sono un'altra cosa, ma qui andrei troppo nel tecnico e finirei per annoiarvi).

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(Aggiungo per completezza: oggi molti negozi online vendono la scatola opportunamente "offuscata" sulle parti con i simboli).


Lascio a voi la parola.
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Re: Una serena riflessione su costume, simboli, immagini e società

Messaggioda Nickognito » gio set 15, 2016 1:10 pm

Personalmente non trovo nulla di mare nel collezionare soldatini nazisti. Farci giocare i bambini probabilmente si.

Il caso Di Canio per me e' tutt'altro, riguarda il rapporto col cliente. In caso di argomenti o materiali controversi, anche se pochi clienti si lamentano, non e' per me buonismo o ipocrisia intervenire, ma normale servizio al cliente.

Nella vita normale, anche per me certi temi sono esageratamente stigmatizzati, per cosi' dire.

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Re: Una serena riflessione su costume, simboli, immagini e società

Messaggioda JackTorrance » gio set 15, 2016 1:14 pm

Nick, leva Di Canio dove ci sta tutto. :wink:

E' stato solo lo spunto.
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Re: Una serena riflessione su costume, simboli, immagini e società

Messaggioda Nickognito » gio set 15, 2016 1:28 pm

JackTorrance ha scritto:Nick, leva Di Canio dove ci sta tutto. :wink:

E' stato solo lo spunto.


si si, ma e' un caso generale. Quando si ha a che fare col pubblico, o col cliente, e' normale su certi temi ci sia quello che qualcuno chiama buonismo o ipocrisia, ma che per me e' semplicemente cortesia e rispetto. E' il discorso dei soldatini in vetrina. Per me va benissimo venderli, ma non faccio una vetrina nazista o qualcuno protestera'.

Ricordo un mio amico, mode Nasty on, che compro' da un robivecchi qualche artefatto nazista, ma solo perche' gli piacevano (delle posate). Il venditore gli telefono' dopo diverse settimane, elencandogli altre cianfrusaglie naziste che aveva preso chissa' dove. Ovviamente lui disse che non era interessato, ma collezionare oggetti del genere per ideologia, diciamo, non deve essere sorprendente.
Ma anche il mio amico si fa problemi a presentare a degli ospiti forchette con la svastica, per quanto caratteristiche perche' di 80 anni fa e ben fatte, per cui le tiene chiuse in un cassetto inutilizzate, di solito. Di sicuro se tuo figlio va a pranzo da lui, lui le lascia nel cassetto. 'Babbo, Luigi mi ha fatto mangiare con forchette con questo segno qua sopra!' No, direi che non si fa.

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Re: Una serena riflessione su costume, simboli, immagini e società

Messaggioda Multivac » gio set 15, 2016 1:55 pm

Nickognito ha scritto:
JackTorrance ha scritto:Nick, leva Di Canio dove ci sta tutto. :wink:

E' stato solo lo spunto.


si si, ma e' un caso generale. Quando si ha a che fare col pubblico, o col cliente, e' normale su certi temi ci sia quello che qualcuno chiama buonismo o ipocrisia, ma che per me e' semplicemente cortesia e rispetto. E' il discorso dei soldatini in vetrina. Per me va benissimo venderli, ma non faccio una vetrina nazista o qualcuno protestera'.

Ricordo un mio amico, mode Nasty on, che compro' da un robivecchi qualche artefatto nazista, ma solo perche' gli piacevano (delle posate). Il venditore gli telefono' dopo diverse settimane, elencandogli altre cianfrusaglie naziste che aveva preso chissa' dove. Ovviamente lui disse che non era interessato, ma collezionare oggetti del genere per ideologia, diciamo, non deve essere sorprendente.
Ma anche il mio amico si fa problemi a presentare a degli ospiti forchette con la svastica, per quanto caratteristiche perche' di 80 anni fa e ben fatte, per cui le tiene chiuse in un cassetto inutilizzate, di solito. Di sicuro se tuo figlio va a pranzo da lui, lui le lascia nel cassetto. 'Babbo, Luigi mi ha fatto mangiare con forchette con questo segno qua sopra!' No, direi che non si fa.


Sì, questo sicuro, dal punto di vista dell'immagine del singolo. Sarebbe bello poter invece utilizare liberamente quelle posate: sono posate, hanno un simbolo sopra che si riferisce ad un'ideologia deprecabile, bene, lo sappiamo tutti, mangiamoci la pasta.
Lo stesso per i soldatini: i Nazisti esistevano, avevano un esercito, è storia, può essere un gioco se il bambino viene educato in modo da essere consapevole di cosa ci fosse di sbagliato nel nazismo (non l'estetica, di sicuro, divise, onorificenze, medaglie, forse anche posate, sono veramente molto belle).

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Re: Una serena riflessione su costume, simboli, immagini e società

Messaggioda paoolino » gio set 15, 2016 1:59 pm

Secondo me non si può ignorare il contesto in cui quei simboli sono mostrati o utilizzati nè l'intenzione con cui chi li usa, li usa.

Mi sembra che al giorno d'oggi per pigrizia o per fretta, si rinunci completamente all'analisi del contesto e si ricorra subito alla censura.

Al di là del nazismo, sono rimasto esterrefatto quando qualche mese fa hanno censurato Hazzard perché la macchina dei protagonisti si chiama Generale Lee e ha la bandiera dei confederati sul tetto.

Oltre questo, condivido a pieno la posizione di Multivac
"C’è gente che magari sa scrivere, scrive e pubblica sui forum quello che scrive, ma non sa assolutamente leggere..."
(paoolino parafrasando Sciascia)

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Re: Una serena riflessione su costume, simboli, immagini e società

Messaggioda JackTorrance » gio set 15, 2016 2:13 pm

Multivac ha scritto:Lo stesso per i soldatini: i Nazisti esistevano, avevano un esercito, è storia, può essere un gioco se il bambino viene educato in modo da essere consapevole di cosa ci fosse di sbagliato nel nazismo (non l'estetica, di sicuro, divise, onorificenze, medaglie, forse anche posate, sono veramente molto belle).


La consapevolezza però non è una dote innata: presuppone la voglia di conoscere e nei limite del possibile di capire.
Spesso mi viene da pensare che questo passaggio fondamentale si stia lentamente perdendo, preferendo il giudizio tranchant per evitare di apparire ciò che non si è, o che non si vuol dare l'impressione di essere, di questi tempi forse il vero problema.
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Re: Una serena riflessione su costume, simboli, immagini e società

Messaggioda ciccio » gio set 15, 2016 2:15 pm

paoolino ha scritto:Secondo me non si può ignorare il contesto in cui quei simboli sono mostrati o utilizzati nè l'intenzione con cui chi li usa, li usa.

Mi sembra che al giorno d'oggi per pigrizia o per fretta, si rinunci completamente all'analisi del contesto e si ricorra subito alla censura.

ottimo
perché prendersela con qualcuno è diventato sport moderno
e in questi casi sei protetto dall'immagine, nessuno ti può criticare

A me gli atlantic non piacevano, avevo vagonate di airfix, peró costavano di più. Se non sbagli una scatola 450 lire.
approccio concreto e pragmatico, frutto di esperienze, anche pesanti, maturate sul campo in contrapposizione con l'attitudine salottiera di questi utenti, perfettamente in linea con tanto mondo internettiano fatto di presunti esperti da tastiera. (cit.)

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Re: Una serena riflessione su costume, simboli, immagini e società

Messaggioda JackTorrance » gio set 15, 2016 2:18 pm

paoolino ha scritto:Secondo me non si può ignorare il contesto in cui quei simboli sono mostrati o utilizzati nè l'intenzione con cui chi li usa, li usa.

Mi sembra che al giorno d'oggi per pigrizia o per fretta, si rinunci completamente all'analisi del contesto e si ricorra subito alla censura.

Al di là del nazismo, sono rimasto esterrefatto quando qualche mese fa hanno censurato Hazzard perché la macchina dei protagonisti si chiama Generale Lee e ha la bandiera dei confederati sul tetto.

Oltre questo, condivido a pieno la posizione di Multivac



Aggiungo una cosetta che mi è rimasta impressa nella memoria. Quando avevo 11 anni, in prima media, avevo un compagno di classe etiope, di colore.
Un volta la professoressa d'italiano, sottolineo, gli disse che era davvero un bel negrettino e molto bravo (disegnava divinamente già a quell'età).
Nessuno si offese, lui per primo, anzi....
Spesso le parole in sé non offendono: siamo noi a trasformarle in lame lavorandoci dentro, ed è un po' la base dell'ipocrisia secondo me.
Ultima modifica di JackTorrance il gio set 15, 2016 2:26 pm, modificato 2 volte in totale.
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Re: Una serena riflessione su costume, simboli, immagini e società

Messaggioda JackTorrance » gio set 15, 2016 2:20 pm

ciccio ha scritto:A me gli atlantic non piacevano, avevo vagonate di airfix, peró costavano di più. Se non sbagli una scatola 450 lire.


Noto con piacere che tu la differenza tra giocattolo e soldatino la conosci bene. :wink:
Ex bambino borghese.... :lol: :lol: :lol:


Spoiler: show
Uno dei miei bassi ha la tracolla con la bandiera confederata: e io che l'ho presa solo perché suono Eagles e Southern Rock.... :o
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Re: Una serena riflessione su costume, simboli, immagini e società

Messaggioda paoolino » gio set 15, 2016 2:26 pm

JackTorrance ha scritto:

Aggiungo una cosetta che mi è rimasta impressa nella memoria. Quando avevo 11, in prima media, avevo un compagno di classe etiope, di colore.
Un volta la professoressa d'italiano, sottolineo, gli disse che era davvero un bel negrettino e davvero bravo (disegnava divinamente già a quell'età).
Nessuno si offese, lui per primo, anzi....
Spesso le parole in sé offendono: siamo noi spesso a trasformarle in lame lavorandoci dentro, ed è un po' la base dell'ipocrisia secondo me.


Anche qui è un problema di contesto. La parola negro in Italiano fino a qualche decennio fa non aveva di per se un'accezione offensiva. Chiaro che chi è cresciuto in quel contesto utilizzi il termine senza intenti spregiativi.
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Re: Una serena riflessione su costume, simboli, immagini e società

Messaggioda JackTorrance » gio set 15, 2016 2:37 pm

Però questo potere offensivo delle parole nate per non esserlo..... :o

Mi è capitato di parlare in birreria con un mio caro amico di lunghissimo corso, anche lui tipo da RaiStoria: quelle persone che la pensano diametralmente all'opposto da te e con cui ci fai delle chiacchierate senza fine.... Beh, nel discorso mi è capitato di dire "ebreo" (credo si parlasse dell'umorismo ebraico in America vedi Gene Wilder, Fratelli Marx, Mel Brooks, Woody Allen e affini). Uno dal tavolo vicino appena ha udito quella parola si è voltato e mi ha guardato con disgusto manco stessi tenendo una nuova conferenza di Wannsee....



Questa per me è ignoranza.
Forse anche per questo a volte non comprendo questo voler mimetizzare i termini per sentirsi più corretti e aver la coscienza a posto.
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Re: Una serena riflessione su costume, simboli, immagini e società

Messaggioda Tennis-Maniac » gio set 15, 2016 4:00 pm

La parola "negro" la si scriveva comunemente su giornali, libri e fumetti, al posto di "nero" o dell'orribile "di colore".

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Re: Una serena riflessione su costume, simboli, immagini e società

Messaggioda Nickognito » gio set 15, 2016 4:07 pm

io sento perfino dire 'pisano' in pubblico.

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Re: Una serena riflessione su costume, simboli, immagini e società

Messaggioda Mr Moonlight » gio set 15, 2016 6:04 pm

Io in casa ho parecchi libri sul nazismo e su Hitler, ma non sono certamente nazista, anzi...
Ho libri di Primo Levi, Anna Frank e tanti altri che hanno subito la stessa triste sorte e non sono ebreo.

A me sembra che un conto sono i soldatini ed i libri, un conto è Di Canio con il tatuaggio, che puo' dare davvero fastidio.

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Re: Una serena riflessione su costume, simboli, immagini e società

Messaggioda JackTorrance » gio set 15, 2016 8:47 pm

Giusto, però anche qui... se Di Canio al posto di dux avesse tatuato un gladio circondato da alloro? A pensarci sarebbe pure peggio ma forse darebbe meno fastidio.

E se un fan dell'antica Roma avesse un fascio littorio?

Una svastica posta al "contrario", per intenderci zz, per assurdo simboleggia il sole che da est verso ovest infonde nuova vita.....
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Re: Una serena riflessione su costume, simboli, immagini e società

Messaggioda NK7 » gio set 15, 2016 11:33 pm

Tennis-Maniac ha scritto:La parola "negro" la si scriveva comunemente su giornali, libri e fumetti, al posto di "nero" o dell'orribile "di colore".

Ricordo un servizio del Guerin Sportivo anno 1982, presentazione dei nazionali britannici coloured, titolo: Negroni please.

Come puntualizzato da paoolino il contesto temporale e culturale spesso cambia radicalmente la connotazione di parole e simboli, chiaro che se nel 2016 esibisci una svastica la gente la ricollega più al nazismo che ai riti propiziatori induisti.
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Re: Una serena riflessione su costume, simboli, immagini e società

Messaggioda alessandro » gio set 15, 2016 11:45 pm

Ok, razionalmente è solo un gioco, è storia.
Eppure io non compererei mai una scatola con quella immagine e probabilmente non entrerei nemmeno in un negozio che la espone in vetrina perché i simboli hanno una precisa valenza.

Se tra mille immagini e soldatini esponi quella lo fai per un motivo, e quel motivo non mi piace.
Perché non è un esercito come un altro, sono simboli che vogliono dire tante cose, dal violento sterminio al razzismo alle torture all'antisemitismo
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Re: Una serena riflessione su costume, simboli, immagini e società

Messaggioda uglygeek » ven set 16, 2016 5:49 am

Personalmente non trovo nulla di mare nel collezionare soldatini (di qualsiasi divisa, in fondo e' storia). Farci giocare i bambini invece neanche lo concepisco.

Di Canio, no, il tatuaggio se vuole fare il presentatore in tv se lo deve coprire. Sarebbe come negli Stati Uniti presentarsi con un tatuaggio della bandiera sudista, o in Germania tatuarsi la svastica.
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Re: Una serena riflessione su costume, simboli, immagini e società

Messaggioda JackTorrance » ven set 16, 2016 7:30 am

Tempo fa, forse su ER, un medico ebreo o di colore, non ricordo bene, si rifiutò di intervenire su un paziente con una svastica tatuata.

È fiction ok, ma potrebbe anche accadere di questi tempi....

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Re: Una serena riflessione su costume, simboli, immagini e società

Messaggioda Alga » ven set 16, 2016 9:32 am

JackTorrance ha scritto:un medico ebreo o di colore, non ricordo bene


Non ricordi il colore? :D

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Re: Una serena riflessione su costume, simboli, immagini e società

Messaggioda Alga » ven set 16, 2016 9:33 am

Tennis-Maniac ha scritto:dell'orribile "di colore".
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Re: Una serena riflessione su costume, simboli, immagini e società

Messaggioda Alga » ven set 16, 2016 9:39 am

A parte tutto, DVX non e' certo la cosa peggiore su quelle braccia schifose.
Sara' un mio limite non riuscire proprio a capire il senso dei tatuaggi, ma vedere delle braccia o qualunque altra parte di un corpo ridotti in quel modo mi fa venire il vomito.
Se venisse davanti a me Monica Bellucci, si levasse la maglietta ed avesse braccia simili vomiterei lo stesso.
Chissa' Pindaronk che penserebbe di una Ivanovic completamente tatuata... :D

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Re: Una serena riflessione su costume, simboli, immagini e società

Messaggioda PINDARO » ven set 16, 2016 9:47 am

Alga ha scritto:Chissa' Pindaronk che penserebbe di una Ivanovic completamente tatuata... :D


sarebbe un orrore.
Come chiunque tatuato in quel modo.

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Re: Una serena riflessione su costume, simboli, immagini e società

Messaggioda Johnny Rex » ven set 16, 2016 10:07 am

In linea col saggio Jack.

Personalmente nessun fastidio nel vedere l'esibizione di simboli , tatuaggi, bandiere ,come già detto più volte trovo molto più fastidioso e temibile il razzismo della sostanza di quello dell'apparenza .
Se il regolamento aziendale di Sky vietava di esibire comunque detti simboli, Di Canio ha sbagliato (a meno che non sia tutto fatto apposta per pubblicità e comune accordo, come è possibile nel mondo dello spettacolo dove anche i litigi son quasi sempre finzioni) .

F.F.
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Re: Una serena riflessione su costume, simboli, immagini e società

Messaggioda PINDARO » ven set 16, 2016 10:11 am

Johnny Rex ha scritto:Se il regolamento aziendale di Sky vietava di esibire comunque detti simboli,

Veramente è la costituzione.

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Re: Una serena riflessione su costume, simboli, immagini e società

Messaggioda Johnny Rex » ven set 16, 2016 10:13 am

Ancora più chiaro.
Nello specifico, simboli fascisti.
Avesse esibito simboli nazisti, per assurdo, gli sarebbe stato permesso :)

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Re: Una serena riflessione su costume, simboli, immagini e società

Messaggioda Gios » ven set 16, 2016 11:27 am

Credo che sia un po' un discorso più ampio, di cui la simbologia fascista/nazista è solo un caso particolare.
Si tratta della tensione verso il (rullo di tamburi) politicamente corretto.

La Francia che storce il naso davanti ai simboli religiosi indossati da funzionari pubblici, i colti collegiali di Oxford che avversano la statua di Cecil Rhodes, l'insofferenza verso ogni forma di quelli che vengono chiamati "rozzi stereotipi", che possono rivolgersi ad ogni tipologia di variegata minoranza (o almeno una minoranza riconosciuta da una certa parte di Occidente).
Oggi pensare ad un romanzo come Le Tigri di Mompracem è impensabile, per la rappresentazione che fornisce dell'estremo oriente e per la rappresentazione della femminilità della Perla di Labuan. Secondo me in ambito femminista potrebbe nascere una discussione seria se sia il caso di non rivalutare la posizione di Maria, la cui virginea arrendevolezza nei confronti di Gabriele è molto poco consona all'immagine forte della donna moderna (in Jurassic World sono piovute lamentale sul personaggio di Bryce Dallas Howard, troppo poco badass).

Una lenta asfissia di omologazione, giustificata dalla volontà inclusiva delle minoranze, che in realtà sarà esclusiva di ogni parere che non rispecchierà la rigida ortodossia morale, etica, storica.

Verrà il giorno in cui ci sentiremo in dovere di essere in imbarazzo nel leggere Dante (peculiarmente cristiano), Gialal al-Din Rumi (peculiarmente musulmano), Churchill (peculiarmente bellicista), Kipling (peculiarmente imperialista), Casanova (peculiarmente amante della figa).
Nickognito ha scritto:Gios e' una brava persona.

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Re: Una serena riflessione su costume, simboli, immagini e società

Messaggioda PINDARO » ven set 16, 2016 11:34 am

Dante che ha fatto uccidere milioni di persone, certo.
Esempio calzante.
Il politicamente corretto non c'entra nulla con l'esporre da parte di un fascista conclamato un tatuaggio inneggiante ad un fascista.
E' un reato. E' una cosa schifosa. Il resto, è aria fritta.

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Re: Una serena riflessione su costume, simboli, immagini e società

Messaggioda PINDARO » ven set 16, 2016 11:35 am

So che volevi dire altro, ma mi piace risponderti male.

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Re: Una serena riflessione su costume, simboli, immagini e società

Messaggioda Alga » ven set 16, 2016 11:37 am

PINDARO ha scritto:Dante che ha fatto uccidere milioni di persone, certo.


Ne ha mandate un sacco all'inferno.
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Re: Una serena riflessione su costume, simboli, immagini e società

Messaggioda PINDARO » ven set 16, 2016 11:37 am

Alga ha scritto:
PINDARO ha scritto:Dante che ha fatto uccidere milioni di persone, certo.


Ne ha mandate un sacco all'inferno.

:lol:

Multivac
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Re: Una serena riflessione su costume, simboli, immagini e società

Messaggioda Multivac » ven set 16, 2016 11:55 am

Gios ha scritto:Credo che sia un po' un discorso più ampio, di cui la simbologia fascista/nazista è solo un caso particolare.
Si tratta della tensione verso il (rullo di tamburi) politicamente corretto.

La Francia che storce il naso davanti ai simboli religiosi indossati da funzionari pubblici, i colti collegiali di Oxford che avversano la statua di Cecil Rhodes, l'insofferenza verso ogni forma di quelli che vengono chiamati "rozzi stereotipi", che possono rivolgersi ad ogni tipologia di variegata minoranza (o almeno una minoranza riconosciuta da una certa parte di Occidente).
Oggi pensare ad un romanzo come Le Tigri di Mompracem è impensabile, per la rappresentazione che fornisce dell'estremo oriente e per la rappresentazione della femminilità della Perla di Labuan. Secondo me in ambito femminista potrebbe nascere una discussione seria se sia il caso di non rivalutare la posizione di Maria, la cui virginea arrendevolezza nei confronti di Gabriele è molto poco consona all'immagine forte della donna moderna (in Jurassic World sono piovute lamentale sul personaggio di Bryce Dallas Howard, troppo poco badass).

Una lenta asfissia di omologazione, giustificata dalla volontà inclusiva delle minoranze, che in realtà sarà esclusiva di ogni parere che non rispecchierà la rigida ortodossia morale, etica, storica.

Verrà il giorno in cui ci sentiremo in dovere di essere in imbarazzo nel leggere Dante (peculiarmente cristiano), Gialal al-Din Rumi (peculiarmente musulmano), Churchill (peculiarmente bellicista), Kipling (peculiarmente imperialista), Casanova (peculiarmente amante della figa).


Capisco e condivido il tuo pensiero in questo senso (per quanto sia un po' tangenziale al discorso). Ho anche io la sensazione che ci sia disagio nel rappresentare fedelmente alcune sfaccettature della realtà o del pensiero che sono o che sono stati. Non dovremmo mai essere timorosi nel conoscere, non c'è nulla di intrinsecamente sbagliato nel leggere il Mein Kampf o le memorie di Charles Manson, dovremmo essere sufficientemente maturi per poter imparare e giudicare. Di certo è tutto un ipotetico e si può argomentare che come società invece non lo siamo, e che la censura (o la reprimenda) sia più prudente. Sorge però il solito problema: chi è che stabilisce il giusto corso morale? Chi è che può definire questa censura?

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Re: Una serena riflessione su costume, simboli, immagini e società

Messaggioda loveboat » ven set 16, 2016 3:36 pm

Una serena riflessione invece sul saluto romano, che oggi viene quasi unanimemente e quasi indubitabilmente associato a nazismo e fascismo e come tale, quindi, assolutamente da condannare.
La mia opinione è che tale condanna e il bando del saluto romano non abbiano senso, considerate le sue origini nella storia. Come ne riferisce il nome, il saluto romano è nato con il sorgere dell'Impero Romano, che si è sviluppato e conservato per quasi 6 secoli.
Ebbene il fatto che sia stato poi ripreso per 12 anni dalla Germania nazista e per un ventennio dal fascismo in Italia come tipico saluto dei rispettivi regimi, non mi pare sufficiente per cancellare 600 anni di storia di questo saluto e giustificarne il bando e l'ignominia.

Quando si alza il braccio in questo modo come saluto, oggi è immediata l'identificazione con il fascista-nazista, anche se magari chi ha alzato in questo modo il braccio per salutare non aveva minimamente intenzione di fare questi riferimenti.
Ebbene, a mio parere questa immediata identificazione non ha senso e si dovrebbero considerare maggiormente i 600 anni di storia secolare del saluto, rispetto ai 12-20 anni di storia recente
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Re: Una serena riflessione su costume, simboli, immagini e società

Messaggioda Johnny Rex » ven set 16, 2016 4:04 pm

Gios ha scritto:Credo che sia un po' un discorso più ampio, di cui la simbologia fascista/nazista è solo un caso particolare.
Si tratta della tensione verso il (rullo di tamburi) politicamente corretto.

La Francia che storce il naso davanti ai simboli religiosi indossati da funzionari pubblici, i colti collegiali di Oxford che avversano la statua di Cecil Rhodes, l'insofferenza verso ogni forma di quelli che vengono chiamati "rozzi stereotipi", che possono rivolgersi ad ogni tipologia di variegata minoranza (o almeno una minoranza riconosciuta da una certa parte di Occidente).
Oggi pensare ad un romanzo come Le Tigri di Mompracem è impensabile, per la rappresentazione che fornisce dell'estremo oriente e per la rappresentazione della femminilità della Perla di Labuan. Secondo me in ambito femminista potrebbe nascere una discussione seria se sia il caso di non rivalutare la posizione di Maria, la cui virginea arrendevolezza nei confronti di Gabriele è molto poco consona all'immagine forte della donna moderna (in Jurassic World sono piovute lamentale sul personaggio di Bryce Dallas Howard, troppo poco badass).

Una lenta asfissia di omologazione, giustificata dalla volontà inclusiva delle minoranze, che in realtà sarà esclusiva di ogni parere che non rispecchierà la rigida ortodossia morale, etica, storica.

Verrà il giorno in cui ci sentiremo in dovere di essere in imbarazzo nel leggere Dante (peculiarmente cristiano), Gialal al-Din Rumi (peculiarmente musulmano), Churchill (peculiarmente bellicista), Kipling (peculiarmente imperialista), Casanova (peculiarmente amante della figa).
"E rivelo qui un dato preoccupante. Mi tocca pensare a balbysauro diverse volte al giorno. Ormai, e' una schiavitu' "

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Re: Una serena riflessione su costume, simboli, immagini e società

Messaggioda Rosewall » ven set 16, 2016 7:51 pm

ferryboat ha scritto:Una serena riflessione invece sul saluto romano


"A torto o ragione, la regina dei nostri tempi".

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Re: Una serena riflessione su costume, simboli, immagini e società

Messaggioda alessandro » ven set 16, 2016 8:02 pm

ferryboat ha scritto:Una serena riflessione invece sul saluto romano, che oggi viene quasi unanimemente e quasi indubitabilmente associato a nazismo e fascismo e come tale, quindi, assolutamente da condannare.
La mia opinione è che tale condanna e il bando del saluto romano non abbiano senso, considerate le sue origini nella storia. Come ne riferisce il nome, il saluto romano è nato con il sorgere dell'Impero Romano, che si è sviluppato e conservato per quasi 6 secoli.
Ebbene il fatto che sia stato poi ripreso per 12 anni dalla Germania nazista e per un ventennio dal fascismo in Italia come tipico saluto dei rispettivi regimi, non mi pare sufficiente per cancellare 600 anni di storia di questo saluto e giustificarne il bando e l'ignominia.

Quando si alza il braccio in questo modo come saluto, oggi è immediata l'identificazione con il fascista-nazista, anche se magari chi ha alzato in questo modo il braccio per salutare non aveva minimamente intenzione di fare questi riferimenti.
Ebbene, a mio parere questa immediata identificazione non ha senso e si dovrebbero considerare maggiormente i 600 anni di storia secolare del saluto, rispetto ai 12-20 anni di storia recente

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Re: Una serena riflessione su costume, simboli, immagini e società

Messaggioda alessandro » ven set 16, 2016 8:15 pm

per rispondere a Rex, in realta' ci pensavo oggi ma per altre cosa, penso sia piu' grave pensare male e agire bene ch epensare bene e agire male. Naturalmente parlo di piccole cose, non di reati o simili.

Dico, uno che pensa profondamente e convintamente che i negli siano esseri paraumani un gradino sotto nell'evoluzione e altre boiate, pensa convintamente ch egli ebrei stiano complottando da secoli contro l'umanita' e che alla fine hitler non ha sbagliato poi cosi' tanto, sia convinto ch eun po' di fascismo, dittatura e olio di ricino non faccia poi male e nemmeno qualche testa fracassata a manganellate dei "comunisti", non sia cosi' sbagliato o che un roco di un campo rom non sia una cosa cattiva da fare, anzi etc... E poi in realta' conduce una vita mite per vigliaccheria o per pigriziaarrivando a sorridere al collega ebreo o nero. Ecco credo sia una persona profondamente deprecabile, pessima. Moto peggiore di uno che e' convinto che tutti gli uomini siano uguali, che la democrazia non e' perfetta ma e' quanto di meglio abbiamo, che in nessun modo puo' essere giustificata la violenza su persone che non ti stanno aggredendo ma magari per la tua storia culturale, ti scapp auna battuta razzista, un giudizio affrettato guidato dal pregiudizio, un piccolo soppruso "istintivo", Un guardare con sospetto una persona per strada solo perche' straniera, non e' altrettanto grave.

Per questo trovo gravissimo andare in giro con svastiche tatuate, fare apologia di regimi sanguinari e razzisti come il fascismo e cose del genere.
Gravissimo.
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Re: Una serena riflessione su costume, simboli, immagini e società

Messaggioda alessandro » ven set 16, 2016 8:19 pm

per restare sui simboli e attualita'.

sono grato a Carlo Azzelio Ciampi per aver retituito dignita' e slegato dal passato fascista l'orgoglio nazionale, il tricolore e l'inno di mameli.
che si possa essere orgogliosi di essere italiani, patriottici ( qualche volta perchè no? ) senza passare per nazionalisti.

Una delle molt ebuone cose fatte dal nostro ex presidente.
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Re: Una serena riflessione su costume, simboli, immagini e società

Messaggioda NK7 » sab set 17, 2016 1:04 am

ferryboat ha scritto:Una serena riflessione invece sul saluto romano, che oggi viene quasi unanimemente e quasi indubitabilmente associato a nazismo e fascismo e come tale, quindi, assolutamente da condannare.
La mia opinione è che tale condanna e il bando del saluto romano non abbiano senso, considerate le sue origini nella storia. Come ne riferisce il nome, il saluto romano è nato con il sorgere dell'Impero Romano, che si è sviluppato e conservato per quasi 6 secoli.
Ebbene il fatto che sia stato poi ripreso per 12 anni dalla Germania nazista e per un ventennio dal fascismo in Italia come tipico saluto dei rispettivi regimi, non mi pare sufficiente per cancellare 600 anni di storia di questo saluto e giustificarne il bando e l'ignominia.

Quando si alza il braccio in questo modo come saluto, oggi è immediata l'identificazione con il fascista-nazista, anche se magari chi ha alzato in questo modo il braccio per salutare non aveva minimamente intenzione di fare questi riferimenti.
Ebbene, a mio parere questa immediata identificazione non ha senso e si dovrebbero considerare maggiormente i 600 anni di storia secolare del saluto, rispetto ai 12-20 anni di storia recente

Beh che dire, il solito imbecille.

(ora sospendetemi pure)
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