E il lavoro dov'è?

Dibattito sulla vita sociale e sui problemi politici.
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paoolino
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda paoolino » mer mar 01, 2017 12:07 pm

Il paradosso danese: le aziende cercano lavoratori qualificati, ma non ce ne sono
Un terzo delle imprese ad alto valore tecnologico ha problemi che rischiano di compromettere la crescita del paese. E sono costrette a rifiutare ordini e a rallentare la produzione. La lezione della Germania

La Danimarca ha un tasso di disoccupazione del 4,3 per cento. In Europa è uno dei paesi che si avvicina di più al mantra della “piena occupazione”, ma questo non l'avvicina al paradiso, anzi: la crescita rischia di impantanarsi perché mancano lavoratori specializzati nonostante le promesse di stipendi alti e le imprese sono costrette a rifiutare ordini, rallentare la produzione e posticipare i piani di espansione. Il New York Times scava nella singolarità danese raccontando un paradosso che poi tanto paradosso non è: per spingere in avanti l'economia, ci vogliono alte competenze e produttività, senza attaccarsi all'illusoria panacea di sovranità monetaria e stampante incandescente.

Peter Enevoldsen, proprietario della Sjorring Maskinfabrik, dopo aver posticipato più volte la consegna ha dovuto rinunciare a una commessa di oltre 500mila euro: gli mancavano i saldatori qualificati per produrre le parti dei trattori di precisione che gli avevano richiesto. “Abbiamo bisogno di più lavoratori qualificati, ma non riusciamo a trovarli”, spiega Enevoldsen, che insieme ad altre società ha aderito a una recente campagna pubblicitaria nazionale per attirare talenti, anche con la prospettiva di salari più alti della media con la conseguente riduzione dei margini di guadagno. “Se la carenza di manodopera continua, la crescita potrebbe risentirne”, teme l'imprenditore. Nel 2016 il pil è aumentato di un modesto 1,2 per cento, ma secondo gli economisti la mancanza di manodopera è rischio molto serio in seno alle previsioni macro.

Più di un terzo delle industrie ad alto valore tecnologico ha gli stessi problemi. Servono esperti di information technology, programmatori, ingegneri e meccanici, ma anche “semplici” elettricisti e carpentieri. I datori di lavoro si sono rivolti ai richiedenti asilo in Danimarca, ma solo pochi di loro hanno le competenze necessarie. Proprio per questo, scrive il Nyt, il governo ha adottato politiche per scoraggiare altri migranti a raggiungere il paese. Anche la Germania non è lontana dalla chimera della piena occupazione, ma ha imboccato una strada diversa: mancano ingegneri, infermieri e altri lavoratori specializzati, ma anziché alzare muri ha approntato programmi di formazione per i rifugiati. Integrazione sì, emarginazione no.

(il foglio)

https://www.nytimes.com/2017/02/28/busi ... yment.html
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(paoolino parafrasando Sciascia)

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nickognito » mer mar 01, 2017 12:14 pm

io mi chiedo: ma quanti disoccupati, con tutte le risorse gratuite che ci sono oggi per imparare lingue, diventare programmatore, studiare per certificazioni, passano 8 ore al giorno studiando queste cose per cercare un lavoro con un curriculum migliore?
Avevamo studiato per l'aldilà un fischio,un segno di riconoscimento. Mi provo a modularlo nella speranza che tutti siamo morti senza saperlo.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda s&v » mer mar 01, 2017 12:51 pm

Nickognito ha scritto:io mi chiedo: ma quanti disoccupati, con tutte le risorse gratuite che ci sono oggi per imparare lingue, diventare programmatore, studiare per certificazioni, passano 8 ore al giorno studiando queste cose per cercare un lavoro con un curriculum migliore?


Bravo. E nel frattempo guadagnare un più che buono stipendio.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nickognito » mer mar 01, 2017 1:22 pm

s&v ha scritto:
Nickognito ha scritto:io mi chiedo: ma quanti disoccupati, con tutte le risorse gratuite che ci sono oggi per imparare lingue, diventare programmatore, studiare per certificazioni, passano 8 ore al giorno studiando queste cose per cercare un lavoro con un curriculum migliore?


Bravo. E nel frattempo guadagnare un più che buono stipendio.


in che senso?
Avevamo studiato per l'aldilà un fischio,un segno di riconoscimento. Mi provo a modularlo nella speranza che tutti siamo morti senza saperlo.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda s&v » mer mar 01, 2017 2:14 pm

Nickognito ha scritto:
s&v ha scritto:
Nickognito ha scritto:io mi chiedo: ma quanti disoccupati, con tutte le risorse gratuite che ci sono oggi per imparare lingue, diventare programmatore, studiare per certificazioni, passano 8 ore al giorno studiando queste cose per cercare un lavoro con un curriculum migliore?


Bravo. E nel frattempo guadagnare un più che buono stipendio.


in che senso?


Si' rileggendo non é chiaro, ho scritto di fretta e "nel frattempo" é sbagliato. Voglio dire che alla fine del percorso che hai scritto te, ci sono ottime possibilità di lavoro in un settore tradizionalmente ben pagato in paesi ricchi che offrono mediamente buoni salari.

Io condivido largamente i post di Uglygeek e Backhandwinner sulla questione dell'automatizzazione, ma la realtà é complessa e accanto a situazioni e settori che nel medio periodo sono minacciati da AI c'è una serie di settori (a volte nicchie, a volte no) in cui é relativamente facile trovare lavoro in paesi dove, per giunta, immagino la qualità della vita al di fuori del lavoro sia molto buona

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nickognito » mer mar 01, 2017 3:08 pm

A Praga un programmatore senza grande esperienza trova lavoro facilmente. Io stesso ci sto pensando, di partire da zero (non proprio per fare il programmatore, diciamo studiare le basi per un ruolo piu' tecnico per un lavoro che saprei che potrei fare), ma preferisco guadagnare meno e fare quello che faccio, per adesso, finche' dura. Ma un mio amico, per dire, e' stato appena sostituito da un tizio che ha piu' di 60 anni, per dire anche l' eta' non e' molto un problema.

Per non parlare del fatto se sai tedesco o olandese bene e non sai fare altro. Posto assicurato prendendo ben piu' di me piu' o meno ovunque, anche se sei un cane.

E il tedesco in un anno di disoccupazione lo impari. Poi le cose cambieranno, eh, ma per adesso, boh, io stesso sono rimasto due volte quasi un anno senza lavoro, ma rimanerci molto a lungo, non so, come si fa?
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Multivac » mer mar 01, 2017 3:31 pm

Io mi scontro con questo paradosso continuamente. Lavoro per una ditta di software e siamo disperati, sovraccarichi di lavoro e alla ricerca di personale (con intenzioni serie: indeterminato, prospettive di crescita di lungo periodo, etc.). Perchè risponda agli annunci qualcuno di qualificato possono passare mesi. Nel frattempo, moltissimi miei coetanei che hanno studiato altro faticano a trovare dei part-time. In questo c'è sicuramente uno scollamento in quella che era la percezione del mercato del lavoro 10-15 anni fa e come si è effettivamente sviluppato.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nickognito » mer mar 01, 2017 3:40 pm

Multivac ha scritto:Io mi scontro con questo paradosso continuamente. Lavoro per una ditta di software e siamo disperati, sovraccarichi di lavoro e alla ricerca di personale


dipende anche quanto deve essere preparato il personale. E' normale che succeda che uno non si prepara anni prevedendo il mercato futuro. Meno normale che uno non si prepari un anno per il mercato dell' anno prossimo, invece.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Multivac » mer mar 01, 2017 5:13 pm

Nickognito ha scritto:
Multivac ha scritto:Io mi scontro con questo paradosso continuamente. Lavoro per una ditta di software e siamo disperati, sovraccarichi di lavoro e alla ricerca di personale


dipende anche quanto deve essere preparato il personale. E' normale che succeda che uno non si prepara anni prevedendo il mercato futuro. Meno normale che uno non si prepari un anno per il mercato dell' anno prossimo, invece.


Parlo di figure anche junior, neo-laureati o poco più, gente che ha scelto il corso di studi 5-6 anni fa. Quelli della mia generazione (ne faccio 34 quest'anno) possono essere scusati per non aver saputo prevedere il futuro a così lunga scadenza, per quanto, volendo, i segnali ci fossero, chi si è iscritto all'università nel 2010 molto meno (o, se vogliamo, non può essere scusata la visione sociale del lavoro che ha influenzato le sue scelte).

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nickognito » mer mar 01, 2017 5:34 pm

si, ok, ma in ogni caso un conto e' non trovare persone per la cui preparazione serve una laurea e anni di studio, un conto e' non trovare persone che hanno bisogno di una preparazione che una persona intelligente completa da solo in meno di un anno.

Boh, davvero, qualunque italiano, impara il tedesco, vai a vivere a Praga e vivi bene. Anche senza lavorare bene. Non importa. Zero esperienza, zero titolo di studio.

E faccio un esempio che tocco con mano, ce ne saranno decine, in Europa. Lo puo' fare chiunque, se sei disoccupato hai davvero tanto tempo, studi tedesco 8 ore al giorno, poi esci con qualche tedesco, guardi film.. tutto gratis, in un anno sei a posto, se proprio non sei negato.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda uglygeek » mer mar 01, 2017 5:36 pm

Multivac ha scritto:
Nickognito ha scritto:
Multivac ha scritto:Io mi scontro con questo paradosso continuamente. Lavoro per una ditta di software e siamo disperati, sovraccarichi di lavoro e alla ricerca di personale


dipende anche quanto deve essere preparato il personale. E' normale che succeda che uno non si prepara anni prevedendo il mercato futuro. Meno normale che uno non si prepari un anno per il mercato dell' anno prossimo, invece.


Parlo di figure anche junior, neo-laureati o poco più, gente che ha scelto il corso di studi 5-6 anni fa. Quelli della mia generazione (ne faccio 34 quest'anno) possono essere scusati per non aver saputo prevedere il futuro a così lunga scadenza, per quanto, volendo, i segnali ci fossero, chi si è iscritto all'università nel 2010 molto meno (o, se vogliamo, non può essere scusata la visione sociale del lavoro che ha influenzato le sue scelte).

Chi ha cominciato nel 1984 come me, a quei tempi, doveva essere davvero un pirla. :-)
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda uglygeek » mer mar 01, 2017 5:39 pm

Multivac ha scritto:
Nickognito ha scritto:
Multivac ha scritto:Io mi scontro con questo paradosso continuamente. Lavoro per una ditta di software e siamo disperati, sovraccarichi di lavoro e alla ricerca di personale


dipende anche quanto deve essere preparato il personale. E' normale che succeda che uno non si prepara anni prevedendo il mercato futuro. Meno normale che uno non si prepari un anno per il mercato dell' anno prossimo, invece.


Parlo di figure anche junior, neo-laureati o poco più, gente che ha scelto il corso di studi 5-6 anni fa. Quelli della mia generazione (ne faccio 34 quest'anno) possono essere scusati per non aver saputo prevedere il futuro a così lunga scadenza, per quanto, volendo, i segnali ci fossero, chi si è iscritto all'università nel 2010 molto meno (o, se vogliamo, non può essere scusata la visione sociale del lavoro che ha influenzato le sue scelte).

Per curiosita', ma tu dove sei? Mi stupisce un po' che tu non riesca a trovare nemmeno figure con poca esperienza, in Italia. Dipende anche dal tipo di tecnologie che usate e di competenza richieste, forse? O forse uno stipendio non concorrenziale con quello che un neolaureato puo' prendere trasferendosi all'estero, neanche tanto lontano dall'Italia?
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Multivac » mer mar 01, 2017 8:01 pm

uglygeek ha scritto:
Multivac ha scritto:
Nickognito ha scritto:
dipende anche quanto deve essere preparato il personale. E' normale che succeda che uno non si prepara anni prevedendo il mercato futuro. Meno normale che uno non si prepari un anno per il mercato dell' anno prossimo, invece.


Parlo di figure anche junior, neo-laureati o poco più, gente che ha scelto il corso di studi 5-6 anni fa. Quelli della mia generazione (ne faccio 34 quest'anno) possono essere scusati per non aver saputo prevedere il futuro a così lunga scadenza, per quanto, volendo, i segnali ci fossero, chi si è iscritto all'università nel 2010 molto meno (o, se vogliamo, non può essere scusata la visione sociale del lavoro che ha influenzato le sue scelte).

Per curiosita', ma tu dove sei? Mi stupisce un po' che tu non riesca a trovare nemmeno figure con poca esperienza, in Italia. Dipende anche dal tipo di tecnologie che usate e di competenza richieste, forse? O forse uno stipendio non concorrenziale con quello che un neolaureato puo' prendere trasferendosi all'estero, neanche tanto lontano dall'Italia?


Sono nel nord-est, per quanto l'azienda (comunque italiana) non sia di lì (abbi pazienza, sono un po' paranoico nel divulgare informazioni online :D ).
Le nostre tecnologie sono abbastanza standard, e in ogni caso mettiamo in conto un periodo di formazione, è proprio che le persone non ci sono, è una guerra ad accaparrarsele. Molti sono già presi prima di aver finito l'università, tramite stage/tirocini che poi diventano un contratto vero.
Sullo stipendio non saprei valutare, rispetto agli Stati Uniti è ovviamente un altro mondo, anche rispetto alla Svizzera, ma lì è perchè il costo della vita è inflazionato tutto. Di sicuro in senso assoluto (paragonato ad altri stipendi ottenibili da neo-laureato) non è basso, poi ci van messi vicino i bonus e la prospettiva di carriera.
Diciamo che molti miei amici che hanno fatto Giurisprudenza ucciderebbero per un posto così :D

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda uglygeek » mer mar 01, 2017 8:51 pm

Multivac ha scritto:
uglygeek ha scritto:
Multivac ha scritto:
Parlo di figure anche junior, neo-laureati o poco più, gente che ha scelto il corso di studi 5-6 anni fa. Quelli della mia generazione (ne faccio 34 quest'anno) possono essere scusati per non aver saputo prevedere il futuro a così lunga scadenza, per quanto, volendo, i segnali ci fossero, chi si è iscritto all'università nel 2010 molto meno (o, se vogliamo, non può essere scusata la visione sociale del lavoro che ha influenzato le sue scelte).

Per curiosita', ma tu dove sei? Mi stupisce un po' che tu non riesca a trovare nemmeno figure con poca esperienza, in Italia. Dipende anche dal tipo di tecnologie che usate e di competenza richieste, forse? O forse uno stipendio non concorrenziale con quello che un neolaureato puo' prendere trasferendosi all'estero, neanche tanto lontano dall'Italia?


Sono nel nord-est, per quanto l'azienda (comunque italiana) non sia di lì (abbi pazienza, sono un po' paranoico nel divulgare informazioni online :D ).
Le nostre tecnologie sono abbastanza standard, e in ogni caso mettiamo in conto un periodo di formazione, è proprio che le persone non ci sono, è una guerra ad accaparrarsele. Molti sono già presi prima di aver finito l'università, tramite stage/tirocini che poi diventano un contratto vero.
Sullo stipendio non saprei valutare, rispetto agli Stati Uniti è ovviamente un altro mondo, anche rispetto alla Svizzera, ma lì è perchè il costo della vita è inflazionato tutto. Di sicuro in senso assoluto (paragonato ad altri stipendi ottenibili da neo-laureato) non è basso, poi ci van messi vicino i bonus e la prospettiva di carriera.
Diciamo che molti miei amici che hanno fatto Giurisprudenza ucciderebbero per un posto così :D

Capisco. Naturalmente non volevo sapere il nome della ditta, ci mancherebbe, solo che genere di tecnologie utilizzate per fare cosi'
fatica a trovare gente. (Web/JS? LAMP? Java? cose a basso livello, C++? functional programming? Haskell? :) Microservices in Go? ecc...)
Ad esempio con i miei amici della Italian C++ community abbiamo cercato di organizzare meetup nel Nord-Est, ma l'interesse e' stato minimo... :)
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Burano » gio mar 02, 2017 8:25 am

Bravo Ugly, fai bene a prendere informazioni.
Anche se con retribuzione infinitamente più bassa, dopo la prossima alzata d'ingegno di Donald, un lavorino di transizione nell'italico Nord est quasi quasi lo prenderai in considerazione :-)
Lo voglio rivedere, Fabio

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda PINDARO » gio mar 02, 2017 11:59 am

http://www.corriere.it/lodicoalcorriere ... ndex.shtml

Un articolo delirante che ti aspetti su Libero o altri quotidiani per ritardati.
E invece no, sul corriere della sera.
Cazzullo: " l’apertura in Italia di Starbucks come italiano la considero un’umiliazione. "
Nasty ha scritto:Sergej Milinkovic é qualcosa di straordinario, di mai visto prima. E' il lebron james del.calcio

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Multivac » gio mar 02, 2017 12:30 pm

uglygeek ha scritto:
Multivac ha scritto:
uglygeek ha scritto:Per curiosita', ma tu dove sei? Mi stupisce un po' che tu non riesca a trovare nemmeno figure con poca esperienza, in Italia. Dipende anche dal tipo di tecnologie che usate e di competenza richieste, forse? O forse uno stipendio non concorrenziale con quello che un neolaureato puo' prendere trasferendosi all'estero, neanche tanto lontano dall'Italia?


Sono nel nord-est, per quanto l'azienda (comunque italiana) non sia di lì (abbi pazienza, sono un po' paranoico nel divulgare informazioni online :D ).
Le nostre tecnologie sono abbastanza standard, e in ogni caso mettiamo in conto un periodo di formazione, è proprio che le persone non ci sono, è una guerra ad accaparrarsele. Molti sono già presi prima di aver finito l'università, tramite stage/tirocini che poi diventano un contratto vero.
Sullo stipendio non saprei valutare, rispetto agli Stati Uniti è ovviamente un altro mondo, anche rispetto alla Svizzera, ma lì è perchè il costo della vita è inflazionato tutto. Di sicuro in senso assoluto (paragonato ad altri stipendi ottenibili da neo-laureato) non è basso, poi ci van messi vicino i bonus e la prospettiva di carriera.
Diciamo che molti miei amici che hanno fatto Giurisprudenza ucciderebbero per un posto così :D

Capisco. Naturalmente non volevo sapere il nome della ditta, ci mancherebbe, solo che genere di tecnologie utilizzate per fare cosi'
fatica a trovare gente. (Web/JS? LAMP? Java? cose a basso livello, C++? functional programming? Haskell? :) Microservices in Go? ecc...)
Ad esempio con i miei amici della Italian C++ community abbiamo cercato di organizzare meetup nel Nord-Est, ma l'interesse e' stato minimo... :)


Facciamo roba varia, ancora parecchio C++, più che altro perchè ci sono molti pezzi di framework vecchio scritti in quello, ma non è mandatory per uno che entra da nuovo. Poi Java, JS lato web e un bel po' di SQL/Oracle perchè lavoriamo molto con DB. Ma, come dicevo, mettiamo in conto di formare in caso e, anzi, incoraggiamo gente che arriva con competenze diverse perchè ci da l'opportunità di crescere e imparare. Ma non è che capiti di scartare qualcuno per le sue competenze, o che uno ci dica che non è interessato dopo aver capito cosa facciamo, di base non si presenta proprio nessuno (non letteralmente, ma quasi) :D

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nickognito » gio mar 02, 2017 12:34 pm

Eh ma i giovani non sono choosy
Avevamo studiato per l'aldilà un fischio,un segno di riconoscimento. Mi provo a modularlo nella speranza che tutti siamo morti senza saperlo.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda paoolino » gio mar 02, 2017 1:35 pm

PINDARO ha scritto:http://www.corriere.it/lodicoalcorriere/index/01-03-2017/index.shtml

Un articolo delirante che ti aspetti su Libero o altri quotidiani per ritardati.
E invece no, sul corriere della sera.
Cazzullo: " l’apertura in Italia di Starbucks come italiano la considero un’umiliazione. "


Mi fa lo stesso effetto di chi si indignava per l'apertura del McDonald's a Piazza di Spagna 31 anni fa, o di chi ce l'ha con i Kebab: sono fuori di testa.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nasty » gio mar 02, 2017 2:24 pm

Il McDonald's molto peggio suvvia!!

Starbucks distribuisce alimenti commestibili :)
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda uglygeek » gio mar 02, 2017 2:59 pm

Burano ha scritto:Bravo Ugly, fai bene a prendere informazioni.
Anche se con retribuzione infinitamente più bassa, dopo la prossima alzata d'ingegno di Donald, un lavorino di transizione nell'italico Nord est quasi quasi lo prenderai in considerazione :-)

A dire il vero qui l'economia va benissimo, la borsa e' ai massimi storici, Trump probabilmente abbassera' le tasse (che gia' sono piu' basse che in Svizzera) ed aumentera' investimenti e debito pubblico e i repubblicani non possono fare nulla per impedirlo. Finche' non arriva l'FBI a deportarmi non dovrei avere problemi... :-)
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda paoolino » gio mar 02, 2017 3:01 pm

Dal punto di vista del business, ho sempre pensato che Starbucks in Italia, o almeno a Roma, non possa funzionare, se dovessero ripetere esattamente il modello statunitense.

Troppo lunga l'attesa tra l'ordinazione del caffè e la consegna e poi ci manca la cultura dell'andare a sedersi al bar a passare il tempo da soli.
Potrebbe funzionare l'attrattiva del brand, ma la tipologia di servizio non credo.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda uglygeek » gio mar 02, 2017 3:30 pm

PINDARO ha scritto:http://www.corriere.it/lodicoalcorriere/index/01-03-2017/index.shtml

Un articolo delirante che ti aspetti su Libero o altri quotidiani per ritardati.
E invece no, sul corriere della sera.
Cazzullo: " l’apertura in Italia di Starbucks come italiano la considero un’umiliazione. "

Da giorni sono inondato di messaggi contro le palme di piazza Duomo, quasi tutti negativi. È passata in secondo piano quella che a me pare la vera questione: lo sbarco di Starbucks, che delle palme è sponsor. [...] Ma l’apertura in Italia di Starbucks come italiano la considero un’umiliazione. Perché Starbucks è il più clamoroso esempio al mondo di Italian Sounding: di prodotti che suonano italiani, ma non lo sono.
In tutto il pianeta, a cominciare dalla casa madre americana, il menu è scritto in italiano, dall’espresso al cappuccino. Ma non è caffè italiano...

Curioso, un po' come avevo scritto io, piu' che le palme, la questione e' l'arrivo di Starbucks in Italia. Ma il caffe' non viene da Africa e Sud America comunque? In che senso non sarebbe italiano?
Parlare di "umiliazione" e' un po' ridicolo, ma che Starbucks simuli un'italianita' che non ha e' vero, del resto c'e' una ragione se e' da anni in Gran Bretagna, in Germania, in Svizzera, persino in Francia ma non era ancora arrivato in Italia. Usa termini italiani "barista", "latte", poi ti serve il muffin o la fetta di cheesecake con il caffe'. Vendere finta italianita' proprio agli italiani sembra un po' un controsenso. Dubito che si sviluppera' al di la' di qualche grosso locale in zone molto turistiche. Tra l'altro da noi non c'e' tanto l'abitudine di prendere un caffe' "da asporto" e berlo fuori, come fanno per lo piu' i clienti di Starbucks. Per noi il caffe' e' un piacere, e vige la regola delle tre 'S'.

Qui a Seattle c'e' uno Starbucks ad ogni angolo (ce ne sono 142!) ma molti preferiscono le catene concorrenti, che dovrebbero offrire caffe' di qualita' migliore. Ci sono addirittura alcuni piccoli "bar" davvero sul modello italiano.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Mr Moonlight » gio mar 02, 2017 3:37 pm

Nasty ha scritto:Il McDonald's molto peggio suvvia!!

Starbucks distribuisce alimenti commestibili :)

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda alessandro » gio mar 02, 2017 5:07 pm

Ho trovato anch'io un po' stonato l'articolo.

Ok il finto italiano ma la cosa, secondo me grave è che la catena non sia stata fatta da imprenditori italiani, imprenditori della ristorazione o del caffè come Lavazza o Illy, o produttori di macchine italiane mentre è stato fondato da uno straniero che qualche anno fa ha bevuto un caffè come si deve in un bar di milano e via.

Il caffè di Starbucks è comunque migliore del caffè che generalmente si trova nei bar di Parigi Londra o Basilea
Oltretutto un cappuccino in queste città ti costa più di una pinta di birra di qualità 3 o 4 euro.
In Italia trovi cappuccini attorno ai 2 euro a volte anche meno e di buona qualità, quindi anche il prezzo potrebbe non essere competitivo.

Poi in piazza duomo avrà successo.

C'è ne sono altre di catene simili, strano non ci siano catene veramente italiane.
Un McDonald della pizza veramente napoletana, una catena che replica il bar di provincia italiano con cappuccino spriz e tavolini al sole.
Tutto con prodotti macchinari, mobili e personale italiano.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nickognito » gio mar 02, 2017 5:17 pm

Forse prima o poi qualche italiano capirà che non esiste solo l'espresso, o il cappuccino, ma anche il caffè turco, o quello lungo alla tedesca o americana, che a molti, anche italiani, piace più dell'espresso.

Il caffè in Italia è buono, ma non ho copiato solo per quello, come nome. E' copiato perché, anche giustamente, l'Italia è famosa per il cibo.

Se avrà successo o no non mi interessa, come non mi interessa di McDonalds che a me fa schifo. Da Starbuck ci ho passato molte ore della mia vita, mentre cercavo lavoro senza avere Internet a casa. Ottimo ambiente, nessuno mi rompeva mentre stavo lì a spendere tre euro e passarci tutto il tempo finche' durava la batteria del laptop. Forse alla gente piace il nome, è stupida, ma che c'è di male?

Io spero che abbia grande successo, alla faccia di chi scrive articoli del genere, ma me ne importa il giusto. Che sia una scelta di mercato discutibile lo conferma il fatto che non ne abbiano aperti finora, proveranno e vedranno. Poi ci sono anche i turisti, in Italia, come clienti.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda paoolino » gio mar 02, 2017 5:18 pm

alessandro ha scritto:C'è ne sono altre di catene simili, strano non ci siano catene veramente italiane.
Un McDonald della pizza veramente napoletana, una catena che replica il bar di provincia italiano con cappuccino spriz e tavolini al sole.
Tutto con prodotti macchinari, mobili e personale italiano.


C'è Eataly, che molti criticano.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda PINDARO » gio mar 02, 2017 5:20 pm

Forse non è chiaro che il caffè di Starbucks non c'entra nulla con quello che bevi nei normali bar.
Se uno va da StArbucks è perchè vuol bere QUELLO di Starbucks.
Così come il cappuccino.
Ridicolo essere contro l'apertura, patetico sindacare su chi debba assumere o meno.
Siamo da decenni circondati da catene americane, ristoranti cinesi e giapponesi.
Tutto questo delirio per Starbucks è davvero uno dei punti più bassi.


Nickognito ha scritto:Forse prima o poi qualche italiano capirà che non esiste solo l'espresso, o il cappuccino, ma anche il caffè turco, o quello lungo alla tedesca o americana, che a molti, anche italiani, piace più dell'espresso.

Il caffè in Italia è buono, ma non ho copiato solo per quello, come nome. E' copiato perché, anche giustamente, l'Italia è famosa per il cibo.

Se avrà successo o no non mi interessa, come non mi interessa di McDonalds che a me fa schifo. Da Starbuck ci ho passato molte ore della mia vita, mentre cercavo lavoro senza avere Internet a casa. Ottimo ambiente, nessuno mi rompeva mentre stavo lì a spendere tre euro e passarci tutto il tempo finche' durava la batteria del laptop. Forse alla gente piace il nome, è stupida, ma che c'è di male?

Io spero che abbia grande successo, alla faccia di chi scrive articoli del genere, ma me ne importa il giusto. Che sia una scelta di mercato discutibile lo conferma il fatto che non ne abbiano aperti finora, proveranno e vedranno. Poi ci sono anche i turisti, in Italia, come clienti.
Nasty ha scritto:Sergej Milinkovic é qualcosa di straordinario, di mai visto prima. E' il lebron james del.calcio

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda tuborovescio » gio mar 02, 2017 5:21 pm

io pensavo già ci fosse in Italia :lol:

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda paoolino » gio mar 02, 2017 5:32 pm

paoolino ha scritto:
alessandro ha scritto:C'è ne sono altre di catene simili, strano non ci siano catene veramente italiane.
Un McDonald della pizza veramente napoletana, una catena che replica il bar di provincia italiano con cappuccino spriz e tavolini al sole.
Tutto con prodotti macchinari, mobili e personale italiano.


C'è Eataly, che molti criticano.


Anche Rossopomodoro più nello stile di un vero e proprio ristorante che non in un negozio come eataly
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda alessandro » gio mar 02, 2017 7:11 pm

paoolino ha scritto:
paoolino ha scritto:
alessandro ha scritto:C'è ne sono altre di catene simili, strano non ci siano catene veramente italiane.
Un McDonald della pizza veramente napoletana, una catena che replica il bar di provincia italiano con cappuccino spriz e tavolini al sole.
Tutto con prodotti macchinari, mobili e personale italiano.


C'è Eataly, che molti criticano.


Anche Rossopomodoro più nello stile di un vero e proprio ristorante che non in un negozio come eataly


Bene.
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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda taylorhawkins89 » gio mar 02, 2017 8:21 pm

Nasty ha scritto:Il McDonald's molto peggio suvvia!!

Starbucks distribuisce alimenti commestibili :)

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Johnny Rex » gio mar 02, 2017 9:54 pm

Nickognito ha scritto:Se avrà successo o no non mi interessa, come non mi interessa di McDonalds che a me fa schifo. Da Starbuck ci ho passato molte ore della mia vita, mentre cercavo lavoro senza avere Internet a casa. Ottimo ambiente, nessuno mi rompeva mentre stavo lì a spendere tre euro e passarci tutto il tempo finche' durava la batteria del laptop. Forse alla gente piace il nome, è stupida, ma che c'è di male?

Io spero che abbia grande successo, alla faccia di chi scrive articoli del genere, ma me ne importa il giusto. Che sia una scelta di mercato discutibile lo conferma il fatto che non ne abbiano aperti finora, proveranno e vedranno. Poi ci sono anche i turisti, in Italia, come clienti.


Vuoi dirci che vari post topiconici son stati concepiti lì, da Starbucks :)
A me personalmente più che l'apertura di Starbucks a Milano hanno infastidito le palme e i banani piazzati davanti ad una cattedrale gotica, quella sì una Cazzata antiestetica

Il Grido di dolore cazzulliano credo sia dato dal timore che gli stranieri si chiudano in queste enclavi e dimentichino gli ottimi prodotti nostrani. Ci hanno provato anche con McDonald, ma mi pare che i nostri ristoranti siano andati bene lo stesso credo proprio nessuno abbia chiuso per colpa dei Mac. Se poi uno si vuole intossicare per sentirsi Global, beh, cazzi suoi :P

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Ombra84 » gio mar 02, 2017 10:41 pm

Anzi hanno chiuso i Mc. A Napoli nel 2000 c' erano 6 Mc donalds. Ora ne sono rimasti 2 :)
djagermaister ha scritto:Dzumhur è il troll che controlla il ponte tra i challenger e gli Atp.
.

dsdifr ha scritto:Nel primo set della messa lei dichiarerà di voler sposare Istomin, poi piano piano Andreas riguadagnerà' terreno fino al lieto fine.

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Messaggioda Johnny Rex » lun mar 06, 2017 3:27 pm

Sono Inavvicinabili

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda PINDARO » lun mar 06, 2017 5:39 pm

http://cybernight.elementfx.com/buster.html

Sono rimasti solo 12 blockbuster al mondo.
3 in Oregon, 2 in Texas sul confine col Messico e 7 in Alaska :lol:
colpa dell'internet e degli streaming e della tecnologia che hanno fatto perdere migliaia e migliaia di posti di lavoro :cry: :cry: :cry:
Nasty ha scritto:Sergej Milinkovic é qualcosa di straordinario, di mai visto prima. E' il lebron james del.calcio

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Nasty » lun mar 06, 2017 8:23 pm

PINDARO ha scritto:http://cybernight.elementfx.com/buster.html

Sono rimasti solo 12 blockbuster al mondo.
3 in Oregon, 2 in Texas sul confine col Messico e 7 in Alaska :lol:
colpa dell'internet e degli streaming e della tecnologia che hanno fatto perdere migliaia e migliaia di posti di lavoro :cry: :cry: :cry:


Non mi risulta.

A Foligno c'è un Blockbuster aperto, oggi.
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E queste cazzo di parole senza senso dentro le canzoni"

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda tuborovescio » lun mar 06, 2017 8:28 pm

beh il confine fra Messico e Usa è un po' il centro del mondo oggi :D

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda Ombra84 » lun mar 06, 2017 8:32 pm

Nasty ha scritto:
PINDARO ha scritto:http://cybernight.elementfx.com/buster.html

Sono rimasti solo 12 blockbuster al mondo.
3 in Oregon, 2 in Texas sul confine col Messico e 7 in Alaska :lol:
colpa dell'internet e degli streaming e della tecnologia che hanno fatto perdere migliaia e migliaia di posti di lavoro :cry: :cry: :cry:


Non mi risulta.

A Foligno c'è un Blockbuster aperto, oggi.


La rete (o Network) “BLOCKBUSTER VILLAGE” nasce dagli ex franchisee Blockbuster. Alla chiusura della catena americana la maggior parte degli imprenditori affiliati alla storica Blockbuster hanno deciso di continuare l’attività nei propri punti vendita unendosi tra loro e dando vita alla rete Blockbuster Village.
Blockbuster Village con oltre 700 film novità a Noleggio ogni anno, tutti i film novità in vendita, un catalogo immenso di DVD e Blu Ray con oltre 16.000 titoli, tutte le novità Games, Libri e Musica è il network degli specialisti dell’Entertainment.
djagermaister ha scritto:Dzumhur è il troll che controlla il ponte tra i challenger e gli Atp.
.

dsdifr ha scritto:Nel primo set della messa lei dichiarerà di voler sposare Istomin, poi piano piano Andreas riguadagnerà' terreno fino al lieto fine.

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Re: E il lavoro dov'è?

Messaggioda PINDARO » lun mar 06, 2017 8:35 pm

Nasty ha scritto:
A Foligno c'è un Blockbuster aperto, oggi.


E ci vai solo te.
Per non far ingrassare ciccioni.
Nasty ha scritto:Sergej Milinkovic é qualcosa di straordinario, di mai visto prima. E' il lebron james del.calcio


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